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2020. L’annus horribilis vissuto dagli amministratori di condominio. Una breve cronaca

2020. L’annus horribilis vissuto dagli amministratori di condominio. Una breve cronaca

Si chiude un anno che difficilmente verrà dimenticato. Ecco perchè.

Se proprio desiderassimo soffermarci a ripercorrere l’annus horribilis vissuto dalla categoria degli amministratori di condominio, non potremmo che riassumere – in una sola frase – il titolo di un pezzo pubblicato su questa testata giornalistica nel pieno del marasma, delle incertezze, delle preoccupazioni e dell’impotenza generale dei professionisti del settore.

 

L’ora più buia, scriveva nel luglio scorso  Roberto Rizzo, insostituibile capo redattore sempre in prima linea nella ricerca e nella selezione del miglior “Caffè” quotidiano, e acuto osservatore del continuo divenire di un comparto messo in ginocchio da promesse non mantenute e dettami giurisprudenziali emessi oltre il limite del credibile.

Fra muri di gomma dentro e fuori i palazzi della politica, e al cospetto di inaspettate, ingiuste punizioni decretate proprio lì dove la giustizia si amministra, siamo arrivati persino al punto che a causa delle necessarie prescrizioni sulla pandemia “l’amministratore che non può convocare l’assemblea per discutere sul rendiconto deve indirne una per spiegare perché”.

E meno male che la proverbiale cortesia di Rizzo è riuscita a contenere lo stupore e l’indignazione generati da tale pronuncia del Tribunale di Palermo, riassumendoli soltanto nell’affermazione che “pensare di poterla applicare letteralmente costituirebbe francamente un fardello troppo gravoso per il nostro amministratore, già di per sé fin troppo vessato da termini, adempimenti e scadenze di varia natura e complessità”:

Il fatto è che – pure quest’anno – del lavoro e delle responsabilità degli amministratori condominiali non è importato nulla a nessuno, e che ancora una volta – mentre la mano destra del Governo prometteva i superbonus – la mano sinistra dimenticava di offrire la possibilità di discuterne, “dimenticando” che gli addetti al ramo sono purtroppo ancora sprovvisti di bacchetta magica.

Quante richieste, quante telefonate, quanti solleciti, quante aspettative, quanta ingiusta colpevolizzazione della categoria degli amministratori si è abbattuta in questi mesi a causa della incomprensibile decodificazione delle promesse governative sul tutto gratis, che ha allettato fiumane di condòmini ignari della complessità procedurale degli aiuti di Stato?

Quante discussioni, quanti proclami, quante “pezze” normative hanno contraddistinto in questi mesi la sordità, l’impreparazione, l’improvvisazione e il tirare a campare dei pubblici poteri, assolutamente incapaci di assistere la necessaria evoluzione dell’obbligo di operatività in tema di gestione condominiale e dunque di gestione abitativa di milioni di famiglie italiane?

Per non parlare delle odiose disparità di trattamento fra figli e figliastri correlate al vil danaro, che dopo mesi di ingiusto menefreghismo ha portato finalmente – in coincidenza con il Santo Natale – al trionfale annuncio che arriveranno provvidenze economiche anche ai professionisti senza albo, meglio identificate come Iscro, Indennità straordinarie di continuità reddituale e operativa.

Un augurio di buon anno nuovo? Era ora, diciamo noi, ove soltanto volessimo stigmatizzare la (finalmente) felice asserzione “continuità operativa” che davvero, da sola, riesce compiutamente ad offrire e a riconoscere il senso dell’impegno, della fatica e della stanchezza quotidiana che hanno contrassegnato l’annus horribilis degli amministratori di condominio.

Che ci sia davvero, allora, questa inversione di tendenza, e che ci siano sempre più editori, autori, lettori e commentatori pronti a far cadere ogni giorno – sulla fronte degli opportuni destinatari, nessuno escluso – le gocce cinesi necessarie a favorire la migliore, autentica ed efficace visibilità dei nostri amici amministratori, unica vera garanzia di percorrenza della giusta strada verso l’obiettivo della loro completa identificazione professionale.

Cogliamo l’occasione, inoltre, per avvisare i nostri lettori che il 2021 sarà un anno di cambiamento anche per noi della redazione: Condominio Caffè diventa freemium e si arricchisce di nuovi contenuti.

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Avv. Michele Zuppardi

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