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2021. Un anno fatto di bonus incomprensibili, bollette impazzite e grandi aspettative (disattese)

2021. Un anno fatto di bonus incomprensibili, bollette impazzite e grandi aspettative (disattese)

Una categoria, quella degli amministratori di condominio, sempre "ferma in area di parcheggio"  ha pagato a caro prezzo 12 mesi molto complicati.

L’ultimo caffè dell’anno, sorseggiato – almeno oggi – con maggiore pacatezza in attesa dello “stappo” che lascerà alle spalle anche questo San Silvestro, è la “nostra” occasione per riepilogare un 2021 contorto, spasmodico, incerto e perciò difficile, giunto al termine del suo tortuoso percorso lasciando interrogativi senza risposta e prospettive senza entusiasmo.

Stritolati dall’incubo “Superbonus”, mortificati dal bluff “equo compenso”, e ora chiamati a “mediare” senza previsioni di riscrittura del codice, gli amministratori dell’ingente patrimonio immobiliare italiano – da sempre costantemente fermi in area di parcheggio e perciò “invisibili” alla comunità in cammino – hanno vissuto momenti non proprio edificanti anche nel corso di questo assai brutto 2021.

La esagerata mole di assemblee rimaste infruttuose perchè necessariamente reiterate a causa delle incomprensioni e dei “rimandi” di Stato sull’effettiva praticabilità del tuttogratis immobiliare, che in tanti hanno dovuto comunque gestire per non perdere la fiducia degli amministrati, ha letteralmente sfiancato – troppo spesso senza soldi – anche gli operatori più esperti e organizzati.

Nel mentre, le prospettive di crescita, ammodernamento e guadagno dedicata a imprese edili, impiantistiche e di serramenti, nonché desiderate da tecnici, finanziatori e assicuratori, e – ancora –  spasmodicamente perseguite da piccoli e grandi proprietari di case con punte di insistenza verbale e telefonica quasi allarmistiche, sono rimaste pressochè inibite alla stragrande maggioranza degli amministratori nostrani.

E tutto questo per cosa?

Per sentir dire quest’oggi, alla vigilia di Capodanno, che “il Superbonus rischia di fare la fine dei soldi del Biafra”, come ha stigmatizzato il Premier ricordando la vecchia, buia vicenda di corruzione degli anni ’70 che indebolì la credibilità dei fondi per lo sviluppo, proprio come sta accadendo ora con l’elargizione degli aiuti di Stato al comparto edile, i quali hanno determinato il grave problema del rincaro dei prezzi di materiali e forniture.

Tanto lavoro e nessun riconoscimento economico, insomma, mentre il vanto italico sulla equità dei compensi ai professionisti,  realizzatosi quasi interamente a sostegno di quelli che continuano a detenere la “P” maiuscola, è rimasto congelato in attesa di sapere se, come e quando i designati rappresentanti delle categorie non ordinistiche adotteranno finalmente protocolli operativi capaci di superare almeno i limiti della decenza.

E che dire, ancora della prospettata “riforma” della giustizia civile che punta diritto alla mediazione e pretende a sua volta di “riformare” le attribuzioni degli amministratori solo su questo tema, senza metter mano alla più generale – eppur notoriamente ritenuta necessaria – rivisitazione delle loro competenze?

Un gran guazzabuglio di novità, proclami e normative monche, senza un preciso disegno organizzativo, senza valutazioni preventive, senza interconnessioni fra diritti e doveri, senza un vero monitoraggio del chi siamo, cosa vogliamo e dove andiamo, insomma senza una reale progettualità rispetto al nuovo che avanza e – soprattutto – rispetto ai dettami dell’UE che pure continua a elargirci danaro.

Guardare indietro e scrutare avanti, si dirà.

Ed eccoci, allora, pronti a garantire la puntualità dell’informazione che ha consentito quest’anno – e consente ogni giorno – il filtraggio attento sull’evolversi del mondo che ruota intorno ai lettori mandatari, utile quantomeno a immediate riflessioni sul da farsi mentre il fuoco incrociato delle richieste – e delle pretese esterne – si manifesta inclemente pretendendo, oramai troppo di frequente, l’uso continuativo della bacchetta magica.

Se i lusinghieri riscontri tecnici sugli accessi alla testata continuano a dare ragione alla nostra idea di “pausa caffè” dedicata agli amici amministratori e agli addetti del ramo, non posso esimermi, quale Direttore del Giornale, dal rivolgere uno speciale GRAZIE agli articolisti giuridici che caratterizzano la qualità degli scritti, e ancor più al “mio” Editore per la sua vision che determina sempre più l’affezione di chi ci legge.

Auguri, allora. E che Iddio ce la mandi buona, per il nuovo 2022, in vista del quale auspichiamo tutti di poter almeno pagare le bollette impazzite e rifare il bagno di casa al giusto prezzo, piuttosto che ascoltare il rimbalzo di voci entusiastiche su compensi inesistenti e bonus incomprensibili, mentre i litigi – proprio quelli su cui di dovrà “mediare” – aumenteranno a dismisura se la millantata “coesione sociale” rimarrà solo un’idea.

©Riproduzione riservata

Avv. Michele Zuppardi

Viale Trentino, 79 - 74121 Taranto (TA) 099 735 3000 postazuppardi@gmail.com http://www.studiozuppardi.it

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