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Acqua del condizionatore d’aria che gocciola nelle aree esclusive: quali rimedi?

Acqua del condizionatore d’aria che gocciola nelle aree esclusive: quali rimedi?

Se il condizionatore d’acqua installato sul balcone perde: è responsabile il condominio oppure il singolo proprietario?

Siamo nel pieno delle vacanze estive e del relax ma anche del tipico caldo torrido del Bel Paese. Già da qualche mese, infatti, in tutta l’Italia, si è dato il via all’utilizzo dei condizionatori di aria diventati, in questo afoso agosto, indispensabili più che mai. Ma cosa accade se il condizionatore d’aria del vicino gocciola sul tuo balcone o sul tuo giardino privato? Chi è il responsabile del gocciolamento sulle aree condominiali se il condizionatore è affisso su muro dello stabile? Analizziamo insieme l’argomento e vediamo come è opportuno comportarsi.

La prima cosa da capire, in questi casi, è se il gocciolamento dipendente dal condizionatore d’aria rappresenta un evento sporadico oppure continuo. Difatti, se la perdita d’acqua è occasionale, ad esempio, perché è dipesa da un momentaneo malfunzionamento del sistema, dalla rottura di un pezzo oppure da un improvviso problema del condizionatore, non esiste alcuna responsabilità, trattandosi di una singola evenienza, dipesa da caso fortuito o forza maggiore. Diversa è, invece, la situazione, dal punto di vista legale, se la perdita d’acqua da parte del condizionatore è pressoché costante: in questa ipotesi, infatti, si rischia di superare la soglia della normale tollerabilità con conseguente rilevanza del fatto e addebito di responsabilità per i danni.

L’esempio più semplice, per comprendere la differenza tra le due fattispecie, è il seguente: pensa ad un vaso che si trova sul balcone e che, per caso fortuito o forza maggiore, cade, si rompe e quindi fa versare l’intero suo contenuto di acqua ai piani inferiori. In questa ipotesi, causata magari dall’urto di un bambino o di un animale o di un adulto che, passando, determinano il riversamento del contenuto del vaso, il fatto non assume rilevanza giuridica perché è, appunto, un caso sporadico ed isolato. Ma se, invece, quel vaso versa all’esterno il suo contenuto liquido ogni qualvolta lo si riempie di acqua o, perché, ha delle costanti perdite causate dalla presenza di micro-rotture, o perché lo si riempie sempre troppo, qui si rischia di brutto, sia dal punto di vista civile che penale, perché non si tratterebbe di un evento isolato.

Se il condizionatore d’acqua installato sul balcone perde: è responsabile il condominio oppure il singolo proprietario? Se ci sono perdite d’acqua dovute a condizionatori d’aria il responsabile per i danni causati è il proprietario dell’immobile che usufruisce del condizionamento e non certo il condominio. Questo perché è ormai consolidato l’orientamento giurisprudenziale secondo cui ad essere considerato responsabile del gocciolamento d’acqua è il singolo condomino proprietario dell’immobile, in quanto il balcone non è una parte comune dello stabile ma rientra tra i beni di proprietà esclusiva (Cass., sent. n. 11156/2015), in quanto considerato come una sorta di ‘prolungamento’ della proprietà privata. E cosa accade se l’immobile è locato? Semplicemente che ad essere responsabile, o corresponsabile, sarà anche l’inquilino, in quanto utilizzatore e, per tutto il tempo di durata del contratto di locazione, ‘possessore’ del sistema di condizionamento.

Quali sono i rimedi in caso di condizionatore d’aria che gocciola? La prima cosa da fare quando si è vittime di acqua di scolo di condizionatori è tentare di risolvere bonariamente il problema, inviando una raccomandata con avviso di ricevimento o una pec (posta elettronica certificata) al proprietario dell’immobile, all’amministratore per conoscenza, ed all’inquilino, nel caso in cui la casa sia locata, in cui si spiega il problema e con cui si chiede di far cessare immediatamente il gocciolamento.

Se il tentativo di bonario componimento non sortisce effetti, allora sarà necessario agire legalmente:

  • davanti al giudice civile, che in questo caso è rappresentato dall’Ufficio del Giudice di pace competente, per ottenere la cessazione del gocciolamento oltre all’eventuale risarcimento dei danni;
  • davanti al giudice penale, perché il fatto può rappresentare il reato di getto di cose pericolose o anche molestia. Affinché il responsabile ne risponda penalmente non è necessario che il gocciolamento avvenga quotidianamente ma che lo stesso si protragga per un apprezzabile periodo di tempo senza interruzioni di particolare entità.

©Riproduzione riservata

Avv. Samantha Mendicino

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