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Acqua in casa, gli italiani migliorano nei consumi. Ma nei condomìni la vera sfida è la sicurezza degli impianti

Acqua in casa, gli italiani migliorano nei consumi. Ma nei condomìni la vera sfida è la sicurezza degli impianti

Il risparmio idrico domestico entra sempre più nelle abitudini quotidiane, ma il buon uso dell’acqua passa dagli appartamenti agli impianti condominiali

Cresce l’attenzione degli italiani all’uso domestico dell’acqua
Il dato che emerge dall’ultima rilevazione diffusa in vista della Giornata mondiale dell’acqua è incoraggiante: oltre 9 italiani su 10 mettono in atto comportamenti virtuosi nell’uso domestico della risorsa idrica, con un miglioramento del 10% rispetto al 2025.

L’Emilia-Romagna guida la classifica delle regioni più attente al risparmio idrico in casa con l’80%, seguita da Piemonte e Lombardia. Sul piano delle abitudini quotidiane, il 92% preferisce la doccia al bagno, più di 8 persone su 10 ne contengono la durata entro i 10 minuti e il 90% usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico. È il segnale di una consapevolezza più diffusa: l’acqua non è più percepita soltanto come un servizio sempre disponibile, ma come una risorsa da gestire con maggiore attenzione anche nei gesti più semplici.

 Il risparmio idrico non coincide ancora con una piena cultura della manutenzione
Eppure, dentro questa fotografia positiva, resta visibile una zona grigia che riguarda la qualità strutturale della gestione idrica domestica.

Le pratiche quotidiane a basso costo sono ormai abbastanza radicate, soprattutto nella fascia di età tra i 46 e i 65 anni, ma le scelte che implicano interventi sugli impianti restano minoritarie. Solo il 22% dichiara di riutilizzare acqua di cottura o piovana, mentre appena il 20% afferma di aver installato rubinetteria di ultima generazione; la manutenzione degli impianti cresce, passando dal 47% del 2025 al 56% del 2026, ma resta ancora lontana da una soglia davvero generalizzata.

In altre parole, il risparmio idrico sta diventando un comportamento individuale abbastanza consolidato, ma non sempre si traduce in una vera cultura tecnica della gestione dell’acqua all’interno degli edifici.

 Nei condomìni il tema diventa sanitario e gestionale
La questione si fa ancora più delicata quando si passa dalla singola abitazione agli impianti condominiali, dove l’acqua non è soltanto una questione di sprechi evitati, ma anche di prevenzione del rischio sanitario. In questa direzione si colloca la guida gratuita “Legionella nei Condomini”, realizzata da Aqua Italia e AVR e rilanciata anche dagli organi di informazione di settore, come strumento operativo per amministratori, tecnici e cittadini.

Il punto è chiaro: nei contesti condominiali serve una gestione più matura dell’acqua, capace di tenere insieme efficienza, manutenzione, controllo degli impianti e tutela della salute collettiva. Il buon uso della risorsa, dunque, non può fermarsi al contenimento dei consumi, ma deve tradursi in una più ampia attenzione alla sicurezza delle reti idriche interne e alla prevenzione di rischi come quello della legionella.

Allarme Legionella nei Condomini. Un rischio legale e sanitario da non sottovalutare. Ebook.

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A cura della Redazione

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