Si è tenuta presso la Camera dei Deputati la presentazione della survey annuale di AIGAB (Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi) dal titolo “Mappatura, provenienza e redditività del patrimonio immobiliare italiano immesso sul circuito degli Affitti Brevi“. Il report, illustrato da Marco Celani, Presidente di AIGAB e Amministratore Delegato di Italianway, evidenzia una crescita significativa del settore degli affitti brevi che genera complessivamente 66 miliardi di euro di impatto positivo sul PIL nazionale. Di questi, 13 miliardi provengono dalle prenotazioni dirette, 52 miliardi dall’indotto generato sul territorio e circa 1 miliardo da attività collaterali come ristrutturazioni, acquisti di arredi e manutenzioni.
Durante l’intervento, Marco Celani ha sottolineato il ruolo fondamentale degli affitti brevi come strumento di valorizzazione economica del patrimonio immobiliare inutilizzato, spesso derivante da eredità o da immobili precedentemente sfitti. Secondo il Centro Studi AIGAB, infatti, solo il 2,2% delle abitazioni destinate agli affitti brevi proviene da locazioni a lungo termine, mentre oltre il 30% deriva da eredità.
“Prima di imporre restrizioni normative”, ha dichiarato Celani, “è fondamentale valutare attentamente le reali esternalità negative e positive di questo settore, evitando misure restrittive che potrebbero generare danni economici maggiori rispetto ai benefici attesi”. Celani ha ribadito che il mercato degli affitti brevi tende naturalmente all’autoregolazione attraverso l’incontro tra domanda e offerta.
La ricerca presentata da AIGAB mette inoltre in luce il ruolo cruciale dei Property Manager, figure professionali sempre più competenti e specializzate, capaci di gestire efficacemente centinaia di immobili grazie ad avanzati strumenti tecnologici. Questo ruolo comprende adempimenti normativi e fiscali, ottimizzazione delle prenotazioni, gestione degli ospiti e manutenzione degli immobili, generando occupazione diretta e indiretta per circa 150.000 persone.
AIGAB sottolinea infine l’importanza degli affitti brevi per le grandi città italiane, dove le abitazioni destinate a questo uso rappresentano una minima percentuale dello stock immobiliare disponibile: solo lo 0,9% a Milano, l’1% a Roma e il 3% a Firenze.
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