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Affitti brevi: il 40% delle strutture ricettive risulta ancora fuori legge

Affitti brevi: il 40% delle strutture ricettive risulta ancora fuori legge

A pochi mesi dall’entrata in vigore delle nuove regole sugli affitti brevi, quasi la metà delle strutture turistiche italiane non risulta ancora in regola

Mancano  pochi mesi dall’entrata in vigore delle nuove regole sugli affitti brevi ma quasi la metà delle strutture turistiche italiane non risulta ancora in regola.

Dai dati del  Ministero del Turismo (si veda allegato) il 37% degli operatori non ha richiesto il Codice Identificativo Nazionale (CIN), obbligatorio dal 1° gennaio 2025. Il Friuli Venezia Giulia guida la classifica delle regioni meno virtuose, mentre Basilicata, Trentino e Valle d’Aosta si distinguono per l’alto tasso di conformità.

Un obbligo per oltre 500mila strutture
Con più di 548.700 strutture turistiche registrate, l’adeguamento normativo prevede che ogni immobile destinato alla locazione turistica sia dotato di CIN, visibile all’esterno dell’immobile e riportato in ogni annuncio, sia cartaceo che digitale. In aggiunta, gli operatori dovranno garantire la sicurezza degli impianti, dotarsi di dispositivi antincendio e presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al Comune di competenza. “L’inosservanza comporta multe salate – spiega l’avv. Gennaro Sposato dello studio Rödl & Partner – con sanzioni che possono raggiungere gli 8.000 euro per l’assenza del CIN e fino a 10.000 euro per la mancata SCIA”.

La geografia delle irregolarità
I dati rivelano grandi disparità regionali. In Friuli Venezia Giulia il 60% delle strutture non è ancora in regola, seguito dalle Marche (45%) e dalla Liguria (44%). Al contrario, la Basilicata guida la classifica delle regioni virtuose, con l’84% delle strutture conformi, seguita dal Trentino-Alto Adige e dalla Valle d’Aosta (74%) e dalla Campania (72%). “Il tempo stringe e adeguarsi è fondamentale per evitare sanzioni significative e la rimozione degli annunci online irregolari”, avverte lo studio legale.

Le sanzioni: un deterrente per chi non si adegua
Le nuove regole, oltre a introdurre obblighi specifici, prevedono un rigido sistema sanzionatorio. Oltre alle multe per la mancanza del CIN o della SCIA, le sanzioni includono l’immediata rimozione degli annunci non conformi dalle piattaforme online. Inoltre, la mancanza di dispositivi di sicurezza come rilevatori di fumo ed estintori può comportare multe fino a 6.000 euro. Gli esperti sottolineano l’urgenza di adeguarsi per garantire sicurezza e trasparenza nel mercato degli affitti brevi.

Formulario commentato delle locazioni in condominio

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A cura della Redazione

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