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Aspetti legali dell’installazione delle colonnine elettriche in Condominio

Aspetti legali dell’installazione delle colonnine elettriche in Condominio

L’installazione di colonnine elettriche in edifici condominiali costituisce senza dubbio un’importante opportunità in relazione soprattutto all’utilizzo di auto elettriche.

La principale normativa di riferimento

Proprio nella previsione che nel prossimo futuro saranno sempre più i Condomini a richiedere tale intervento innovativo, la legge dello Stato è intervenuta precorrendo i tempi, prevedendo all’articolo 17-quinquies del Dl 83/2012(come successivamente modificato dal D.L.vo 16 dicembre 2016, n. 257) che le opere edilizie per l’installazione delle infrastrutture di ricarica elettrica dei veicoli in edifici in Condominio siano approvate dall’assemblea di seconda convocazione, con le maggioranze previste dall’articolo 1136, terzo comma del Codice civile (ovverossia, in seconda convocazione, con la maggioranza degli intervenuti rappresentanti almeno 334 millesimi).

Se invece il Condominio rifiuti di assumere, o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, la deliberazione, il condòmino interessato può installare, a proprie spese, i dispositivi, restando ferma l’applicazione degli articoli 1120, secondo comma e 1121 terzo comma del codice civile.

La verbalizzazione della costituzione del fondo per lavori straordinari

Da non dimenticarsi in caso di approvazione assembleare l’applicazione della norma di cui all’art.1135, n.4 c.c. che costituisce sempre elemento di validità della delibera di approvazione di lavori straordinari.

In particolare, trattandosi di spese straordinarie, si dovrà verbalizzare la costituzione di un fondo, oppure questo dovrà essere creato in relazione alla rateizzazione eventualmente contenuta nel contratto d’appalto previsto con l’impresa prescelta che andrà ad eseguire le lavorazioni di installazione.

L’installazione a cura e spese del singolo condòmino su aree private

Il condòmino interessato può senz’altro procedere all’installazione della colonnina elettrica, all’interno della propria proprietà.

Per gli interventi del condòmino sul proprio bene valgono in linea generale tutti i principi tipici del diritto di proprietà e del neminem laedere, del proprio bene: ciascuno può farne l’uso che vuole, purché non leda i diritti degli altri e nel rispetto delle norme sia di legge, sia di regolamento.

Trattandosi di edifici in condominio però, anche gli interventi nella propria unità immobiliare possono comportare problematiche, per cui dovranno rispettarsi tutte le norme poste a salvaguardia dell’incolumità, salute, igiene e sicurezza, ove si voglia installare ad esempio la colonnina nel proprio box. Quindi a titolo esemplificativo dovrà rispettarsi la normativa antincendio e non dovranno crearsi problematiche indirette agli impianti condominiali.

L’installazione a cura e spese del singolo condòmino su aree comuni

L’installazione delle colonnine elettriche da parte del singolo condòmino può avvenire anche su suolo condominiale e a prescindere dal consenso assembleare, dopo averne fatta richiesta scritta all’amministratore e siano trascorsi almeno tre mesi.

A tal riguardo, da parte di miei clienti amministratori mi è stato chiesto se fossero obbligati ad indire l’assemblea per discutere dell’istanza del condòmino di poter procedere con l’installazione su superficie condominiale o se potessero autorizzare d’ufficio i lavori stante il favor del legislatore su tali opere. Oppure se deriverebbero responsabilità al mandatario del Condominio in caso di inerzia dello stesso ad indire un’assemblea sull’argomento in discorso.

Premetto che l’istituto dell’autorizzazione, in tema di Condominio, è riservata esclusivamente all’assemblea e quindi l’amministratore in nessun caso potrebbe procedere d’ufficio ad accordare l’installazione di interesse.

Sotto il profilo della presunta responsabilità dell’amministratore, poi, essa non è configurabile esattamente alla stregua di una ipotetica mancata delibera dell’assemblea, in quanto al condòmino è la legge stessa che dà lo strumento per tutelare il proprio diritto agendo da sé. Unico presupposto è la prova di aver fatto richiesta scritta all’amministratore e che siano trascorsi inutilmente almeno tre mesi.

Limiti al diritto di installazione delle colonnine elettriche da parte del singolo

In caso di esercizio del diritto in discorso, non possono non sottolinearsi le problematiche tipiche degli interventi su beni comuni da parte del singolo condòmino anche solo uti singuli, ovverossia a vantaggio esclusivo della propria unità immobiliare o comunque del proprio interesse.

I limiti tipici di tali interventi sono quelli previsti per l’uso della cosa comune dall’art.1102 c.c.: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.

Vale la pena soffermarsi su questi due limiti (divieto di alterazione e quello di impedirne il pari uso agli condòmini) evidenziando immediatamente che affinché si configuri una condotta illegittima, basta che anche uno solo dei suddetti limiti non venga rispettato.

Mentre, però, il primo limite è oggettivo (Cass. 24 agosto 2012, n. 14633; Cass. 21 settembre 2011, n. 19205) in quanto considera l’uso che della cosa comune è stato fatto dal singolo condòmino in relazione alla destinazione assegnata alla stessa nell’ambito dell’edificio condominiale, il secondo è in effetti più complesso da rilevare.

Qui il criterio è relativo laddove la relazione è tra l’abuso del singolo e l’uso secondo diritto che gli altri condòmini potrebbero farne: si configura lesivo dell’altrui diritto il comportamento individuale che non consente un analogo utilizzo della cosa da parte degli altri. Come precisato da un orientamento giurisprudenziale piuttosto diffuso, anche se non del tutto univoco, dovendosi analizzare le singole fattispecie caso per caso, la nozione di pari uso della cosa comune, seppur non vada intesa nel senso di uso identico e contemporaneo (dovendo ritenersi conferita dalla legge a ciascun partecipante alla comunione la facoltà di trarre dalla cosa comune la più intensa utilizzazione), implica, tuttavia, la condizione che questa sia compatibile con i diritti degli altri, in altre parole è vietato quell’uso che impedisca agli altri condomini di utilizzare il bene ove si è installata la colonnina (cfr. Cass. 21 aprile 2022, n.12685).

Nel caso specifico di installazione colonnine su area comune, dunque, anche questo limite deve essere rispettato.

Al contempo però appare importante mettere in luce l’assenza di pregiudizio che nel caso specifico può derivare da un utilizzo oltremodo gravoso della corrente elettrica, per cui l’allaccio della colonnina non potrà arrecare pregiudizi di sorta né all’impianto della rete elettrica condominiale, né tantomeno pregiudizi economici agli altri condomini (per esempio per la necessità di un aumento della potenza elettrica), senza parlare ovviamente di un utilizzo abusivo che usufruisca della corrente elettrica condominiale in frode allo stesso Condominio.

Inoltre, in ogni caso di installazione dovrà essere rispettata la normativa antincendio (rif articolo di arch A Ciolfi).

Accesso successivo ai benefici della colonnina elettrica

Da ultimo, sul tema di installazione non deliberata dall’assemblea è bene ricordare che, così come l’intervento possa essere eseguito da un solo condòmino, del pari possono essere più condòmini a decidere, anche al di fuori dell’assemblea e seguendo le medesime regole sopra evidenziate a realizzare l’intervento. Il principio applicabile sarà pertanto il medesimo. Parimenti, previo il pagamento delle spese sostenute dal condòmino iniziale, altri potranno chiedere di usufruire della colonnina installata, ed il primo non potrà opporsi, secondo il principio ricordato proprio dalla normativa sopra citata del terzo comma dell’art.1120 c.c., secondo cui i condòmini e i loro eredi o aventi causa possono, in qualunque tempo, partecipare ai vantaggi dell’innovazione, contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera.

Si ringrazia l’Autore: Roberto Catucci, Avvocato

CSN-UNICONDOMINIO

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