È ufficiale: è aperta la finestra annuale per richiedere il credito d’imposta riconosciuto alle parti che hanno partecipato a procedure di mediazione civile e commerciale. La misura, prevista dall’articolo 20 del D.lgs. 28/2010, è stata resa operativa dal decreto interministeriale 1° agosto 2023.
Cosa prevede il credito d’imposta
La normativa riconosce alle parti che partecipano a una procedura di mediazione un credito d’imposta fino a 600 euro per procedura; l’importo è ridotto a 300 euro in caso di mancato accordo. Il credito può coprire:
-
l’indennità pagata all’organismo di mediazione;
-
il compenso dell’avvocato (solo per mediazioni obbligatorie o delegate);
-
un ulteriore credito fino a 518 euro per il contributo unificato nel caso in cui la mediazione demandata dal giudice estingua un giudizio.
I massimali annuali sono 2.400 euro per persona fisica e 24.000 euro per persone giuridiche.
Come e dove presentare la domanda
La domanda di attribuzione del credito d’imposta deve essere presentata esclusivamente online, utilizzando la piattaforma ufficiale del Ministero della Giustizia. L’accesso richiede un’identità digitale (SPID, CIE o CNS).
👉 Piattaforma ufficiale per la presentazione: https://lsg.giustizia.it/
All’interno del portale, dopo l’accesso, è necessario compilare l’istanza selezionando la voce “Istanza credito d’imposta” e inserire i dati relativi a ciascuna procedura di mediazione per la quale si richiede il beneficio.
Scadenze e comunicazioni
Il termine per la presentazione delle domande scade il 31 marzo 2026. Dopo l’invio, il Ministero della Giustizia effettuerà i controlli e comunicherà l’importo riconosciuto (o eventuale rigetto) successivamente.
L’importo del credito, una volta riconosciuto, dovrà essere utilizzato in compensazione in dichiarazione dei redditi tramite modello F24 secondo le modalità dell’Agenzia delle Entrate.
Perché è importante
Il meccanismo di credito d’imposta è stato introdotto per incentivare il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa alla giurisdizione ordinaria, con l’obiettivo di ridurre tempi e costi del contenzioso civile.
©Riproduzione riservata
Lascia un commento