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Case Green: il 7 dicembre lo sprint finale. Si prospettano scadenze meno restingenti

Case Green: il 7 dicembre lo sprint finale. Si prospettano scadenze meno restingenti

 Il testo della Direttiva sarà rivisto il prossimo 7 dicembre. L’obiettivo è duplice: ridurre le emissioni e proteggere i cittadini dall’instabilità dei prezzi

Sono giorni frenetici per la normativa, che aveva fatto molto discutere a marzo quando fu approvata dal Parlamento Europeo prevedendo, nella sua proposta originale, il passaggio di tutti gli immobili residenziali in classe E entro il 1° gennaio 2030, e in classe D entro il 2033, al fine di arrivare a zero emissioni entro il 2050.

Il compromesso che si prospetta vedrebbe l’UE definire nella riunione del 7 dicembre alcuni scaglioni per raggiungere l’efficientamento energetico lasciando molta più discrezionalità agli stati membri che probabilmente dovranno definire in autonomia una timeline per l’efficientamento degli edifici. Al momento in Italia gli edifici considerati prioritari sono 5 milioni sui 10 milioni di immobili in classe energetica E, F o G; quindi, anche se la scadenza del 2030 venisse spostata oltre sarà importante organizzarsi per tempo.

Alessio Santarelli, Direttore Generale Gruppo MutuiOnline, commenta: “Il settore immobiliare rappresenta oltre il 30% delle emissioni in Europa, quindi è fondamentale trovare una soluzione che sia al contempo sostenibile da un punto di vista ambientale e economico. Ristrutturare 5 milioni di immobili significa richiedere a 15 milioni di famiglie italiane una spesa di almeno 20 mila euro, per un investimento totale di 300 oltre miliardi di euro! Sarà sicuramente necessario implementare degli incentivi strutturali per la ristrutturazione di immobili in chiave di miglioramento energetico, che supportino i consumatori restando sostenibili per le casse dello stato. I mutui green già oggi sono più convenienti di quelli tradizionali e potrebbero esserlo ancora di più se si pensasse a uno sgravio fiscale o a una garanzia statale dedicata, analogamente a quanto già fatto con successo per i mutui giovani.”

I mutui green ancora non decollano

Nel 2023 le erogazioni di mutui green su MutuiOnline.it hanno costituito meno del 6% del mix, registrando una contrazione rispetto all’8,6% del 2022. Questo calo di interesse verso tale forma di finanziamento deriva probabilmente dal calo degli acquisti di immobili di nuova costruzione, solitamente in classi energetiche elevate: secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate nel primo semestre del 2023 il numero di transazioni relativo ad abitazioni nuove è calato del 32,7% anno su anno, dato significativamente più alto rispetto al calo del 10,3% delle transazioni relative agli immobili esistenti. Un altro fattore che sicuramente impatta è la limitata consapevolezza da parte dei consumatori riguardo a tali prodotti; pertanto, è essenziale evidenziare che i mutui green offrono sconti su tassi d’interesse o su spese accessorie, con un tasso medio di 25 punti base inferiore rispetto ai mutui tradizionali, e sono ideali per gli acquisti di abitazioni di nuova costruzione o la realizzazione di interventi per ottimizzare l’efficienza energetica.

Mutuo Green Vs Mutuo Tradizionale

Dalle rilevazioni su MutuiOnline.it si può capire in maniera pratica la convenienza dei mutui green rispetto ai mutui tradizionali. Se prendiamo in considerazione un tasso fisso, che al momento rappresenta il 96% delle richieste, e simuliamo un mutuo da 200.000 €, trentennale, richiesto da un quarantenne residente a Milano, la migliore offerta di mutuo tradizionale vede un TAN del 3,80%, rata 932 € e TAEG 3,98%. Se si guarda, per gli stessi parametri, ad un mutuo green, la rata ben è 35 € al mese inferiore (897 €), così come è sensibilmente più basso il TAN (3,49%) e il Taeg (3,63%): la differenza sugli interessi totali è di circa 12.500 €.

Ecco l’identikit del mutuo verde

A causa dell’aumento dei tassi nell’ultimo anno si è osservato un aumento nella quota di richieste di mutui verdi con durata superiore ai trent’anni, passati dall’1,3% del mix nel 2022 al 9,6% del 2023. Gli importi medi richiesti, pari a 173.136 €, sono rimasti pressoché stabili rispetto al 2022 (174.499 €), e rimangono circa il 30% più alti rispetto a quelli dei mutui tradizionali (attorno ai 135 k€). Si conferma anche l’LTV più basso rispetto ai mutui tradizionali: nel 2023 si attesta al 64,3%, rispetto al 72% degli altri mutui.

Particolarmente rilevante è l’incremento delle richieste di mutui green provenienti dal Sud e dalle Isole, passate, sul totale del territorio nazionale, dal 14,8% dello scorso trimestre al 19,7% di ottobre; nella medesima area geografica è interessante e in controtendenza la riduzione dell’importo medio richiesto per i mutui green (da 150.181 € a 137.978 €), indice probabilmente di un minore costo delle case di nuova costruzione. In diminuzione per tutte e tre le aree geografiche il LTV mentre aumenta, soprattutto al sud e alle isole, la durata media richiesta.

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A cura della Redazione

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