Nel mercato immobiliare italiano, la vera partita delle case vuote potrebbe giocarsi sempre di più sull’efficienza energetica. È questo il messaggio che arriva dall’ultima analisi diffusa da ENEA, secondo cui la riqualificazione delle abitazioni non occupate può determinare un aumento del valore di mercato fino al 45%, con effetti positivi anche sui canoni di locazione residenziale e turistica. Il dato assume un peso ancora maggiore se si considera che in Italia gli appartamenti vuoti sarebbero circa 10 milioni, pari a una quota stimata tra il 27% e il 30% del patrimonio immobiliare nazionale.
Secondo ENEA, gran parte di questi immobili è stata costruita prima del 1980 e richiede non solo interventi di ammodernamento tecnico, ma anche un riallineamento agli standard energetici e normativi oggi richiesti dal mercato. L’analisi segnala inoltre che circa il 70% del parco immobiliare italiano si colloca ancora nelle tre peggiori classi energetiche, nonostante tra il 2018 e il 2023 gli edifici in classe A siano passati dal 7,8% all’11,3%. Sul piano economico, gli incentivi ancora disponibili – tra Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0 – possono coprire fino al 50% dei costi per coibentazione, infissi, pompe di calore e fotovoltaico, mentre i risparmi in bolletta possono superare il 50%.
Gli esempi elaborati da ENEA mostrano che un appartamento a Milano può passare da 4.000 a 5.800 euro al metro quadro, una seconda casa a Sestri Levante da 3.200 a 4.200 euro al metro quadro e uno chalet a Madonna di Campiglio da 5.500 a 8.000 euro al metro quadro. Un segnale chiaro anche per il real estate: la casa efficiente non è più solo un obiettivo ambientale, ma un fattore che incide direttamente su prezzo, redditività e capacità dell’immobile di restare sul mercato.
Fonte: comunicato stampa Enea
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