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Ci siamo. Il fatidico momento è arrivato. Nuove insidie in vista

Ci siamo. Il fatidico momento è arrivato. Nuove insidie in vista

Le nuove insidie nel procedimento di mediazione rinnovato

La Riforma Cartabia, con l’art. 7 (Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28) indica le “Modifiche in materia di Mediazione, Negoziazione assistita e Arbitrato” ed il legislatore, con l’Art. 41 (Disposizioni transitorie delle modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28), precisa che le disposizioni di cui all’articolo 7 entrano in vigore il 30 giugno 2023.

Non c’è più tempo per i dubbi posto che le ultime norme portate dalla Riforma, sono pronte per l’entrata in vigore. A questo punto, visti gli importanti rilievi della riforma sul procedimento di mediazione ed in considerazione che, è bene ricordarlo, la materia condominiale è inserita nell’elenco delle materie soggette a mediazione c.d. obbligatoria, l’amministratore di condominio è chiamato a comprendere la novità apportate al suo ruolo.

L’amministratore di condominio, oggi, è chiamato ad affrontare il procedimento di mediazione in modo assolutamente nuovo e maggiormente elastico. Ma a fronte di questa ventata di libertà, le insidie non mancano.

La Riforma della Giustizia aumenta il novero delle materie soggette a mediazione obbligatoria, inserendo, ad esempio, la materia della “somministrazione”. Già l’introduzione di questa materia, in ambito condominiale, porterà un aumento dei procedimenti di mediazione.

Ma venendo al nuovo ruolo dell’amministratore, questi, grazie all’introduzione del nuovo art. 5 ter, che mette fine alla disposizione di cui all’art. 71 quater disp. att. c.c. da me più volte definita “la norma zavorra”, oggi, post Riforma Cartabia, “L’amministratore del condominio è legittimato ad attivare un procedimento di mediazione, ad aderirvi e a parteciparvi”.

Inutile dire che la norma così come introdotta, apporta dei correttivi e delle opportunità utili e da cogliere. E’ altrettanto corretto, tuttavia, precisare, quanto sia importante, adesso, che l’amministratore comprenda e conosca il procedimento di mediazione per non incorrere in errori e responsabilità.

Venendo meno il “pass” assembleare alla partecipazione in mediazione, la decisione sulla partecipazione così come sull’attivazione di un procedimento innanzi ad un Organismo di Mediazione, entra a far parte della competenza dell’amministratore fornito, post Riforma, della legittimazione ad agire in tal senso.

Ma ci sono ancora altri dubbi da sciogliere. Eccone alcuni

  • Come comportarsi quando la materia è condominiale ma esula le attribuzioni di cui all’art. 1130 c.c.?
  • Come comportarsi in relazione alla diligenza nell’adempimento del mandato, ex art. 1176 c.c., in ordine alla decisione (positiva o negativa) in merito alla partecipazione al procedimento di mediazione.
  • Ed ancora, quale criterio osservare in ordine all’opportunità di introdurre un procedimento di mediazione, ove non obbligatorio e/o non necessario?

Giurisprudenza e Dottrina saranno chiamati a cercare di fornire risposta alle tante questioni che la Riforma Cartabia, lascia ancora aperte.

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al seguente approfondimento:

La nuova mediazione in Condominio. Ruolo, responsabilità e rischi dell’Amministratore. Ebook

©Riproduzione riservata

Avv. Fabrizio Plagenza

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