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Comunicazione passivo-aggressiva: riconoscerla e disinnescarla

Comunicazione passivo-aggressiva: riconoscerla e disinnescarla

Non dici le cose chiaramente, ma il messaggio arriva lo stesso. È così che nasce il conflitto più diffuso nei condomìni.

Oltre il 60% dei conflitti non nasce dal problema, ma da come lo comunichiamo. E nelle email va anche peggio: fino al 70% del tono viene deciso da chi legge, non da chi scrive.

Significa una cosa molto semplice: pensiamo di essere chiari… ma spesso siamo solo fraintendibili. È così che nasce uno dei fenomeni più diffusi nei condomìni: la comunicazione passivo-aggressiva. Non urla. Non insulta. Ma colpisce duro!

Nei condomìni non si litiga quasi mai urlando. Si litiga in modo molto più sottile con messaggi affissi in bacheca e con email in copia a tutti.
Oppure con frasi che sembrano educate… ma che in realtà hanno un destinatario preciso e chi legge …lo capisce subito.

COME RICONOSCERLA
La comunicazione passivo-aggressiva ha una caratteristica: non dice mai le cose direttamente.

Gira intorno. Allude. Punge. Spesso usa tre leve:

  • il “tutti” al posto di qualcuno
  • l’ironia al posto della chiarezza
  • la finta gentilezza al posto della responsabilità

Esempi concreti (quelli veri, da condominio)

1. Il messaggio generico che colpisce preciso

“Si ricorda a tutti che dopo le 22 sarebbe opportuno evitare rumori”

Traduzione reale:
“Tu, del terzo piano, smettila.”

2. Il ringraziamento che non è un ringraziamento

“Grazie a chi ha lasciato l’androne in questo stato”

Traduzione reale:
“Qualcuno è incivile, e io lo so.”

3. Il “non faccio nomi”

“Non faccio nomi, ma c’è chi continua a parcheggiare dove non dovrebbe”

Traduzione reale:
“Sto accusando qualcuno senza assumermene la responsabilità.”

4. L’ironia che diventa sarcasmo

“Complimenti per la musica ieri sera, davvero rilassante…”

Traduzione reale:
“Mi hai dato fastidio, ma non te lo dico chiaramente.”

Scommetto che stai pensando: queste frasi  sono “più educate”, sempre meglio queste che urlare.

E invece é proprio qui che ci sbagliamo tutti. Queste frasi non sono piú educate sono solo meno esplicite e, per definizione non risolvono, laaciano spazio all’interpretazione, creano tensione e coinvolgono anche chi non c’entra generando un clima terribile.

In altre parole: alimentano il conflitto invece di gestirlo!

Ma come facciamo a trasformare queste frasi senza diventare aggressivi? Devi sapere che il contrario del passivo-aggressivo non è l’aggressività ma la   C H I A R E Z Z A.

condominio-Caffe-passivo aggressiva

La verità è che la comunicazione passivo-aggressiva nasce da una paura: dire le cose chiaramente e metterci la faccia.

Ma nei contesti condivisi — come il condominio — evitare il conflitto non lo elimina. Lo sposta, lo amplifica e lo rende inevitabilmente più difficile da risolvere.

La prossima volta che stai per scrivere un messaggio “per tutti”, fermati un attimo.

E chiediti: sto cercando una soluzione… o sto mandando una frecciata?

Perché nei condomìni la differenza non è tra chi ha ragione e chi ha torto. PURTROPPO Ma tra chi comunica per chiarire e chi comunica per colpire.

©Riproduzione riservata

Vania Pavan

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