Gli emendamenti presentati in Commissione Bilancio introducono una novità che, se confermata dal Parlamento, potrebbe rivoluzionare il modo in cui i condomìni affrontano il tema della riqualificazione energetica e della sicurezza sismica.
Le proposte puntano tutte nella stessa direzione: riconoscere ai condomìni, purché costituiti da almeno dieci anni, lo status di “titolari di progetto” ai sensi del Regolamento UE 2020/1503, consentendo così l’accesso a piattaforme digitali di crowdfunding basate su prestiti.
Un passaggio non solo tecnico, ma culturale: il condominio verrebbe inquadrato come realtà economica capace di proporre progetti finalizzati alla riduzione delle emissioni climalteranti, alla generazione di crediti di carbonio e alla riqualificazione del patrimonio edilizio. Gli interventi dovrebbero rispettare gli standard europei della Tassonomia Green, i criteri DNSH e prevedere garanzie assicurative quali polizza decennale postuma e certificazioni che attestino il mantenimento nel tempo dei risparmi energetici dichiarati.
L’introduzione del crowdfunding regolamentato nel perimetro condominiale cambierebbe radicalmente la struttura finanziaria degli interventi. L’amministratore, previo mandato assembleare, assumerebbe il ruolo di rappresentante legale verso la piattaforma, con responsabilità dirette sulla veridicità delle informazioni fornite agli investitori. L’intero sistema verrebbe vigilato da Consob e Banca d’Italia, chiamate a definire entro novanta giorni i regolamenti attuativi.
A ciò si aggiunge un ulteriore emendamento che riconosce un credito d’imposta del 40% per l’acquisto di defibrillatori nei condomìni, introducendo un tassello importante anche in materia di sicurezza collettiva. Nel complesso, questi emendamenti – monitorati con puntualità da Legislativamente – delineano un cambio di passo verso un condominio più moderno, finanziariamente aperto e ambientalmente responsabile: un vero laboratorio della transizione energetica urbana.

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