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Dai monopattini alla smart mobility, il condominio green detterà le regole

Dai monopattini alla smart mobility, il condominio green detterà le regole

L'Italia dovrà adeguarsi a passo svelto alle grandi città d'Europa, che da tempo hanno imboccato la strada dell'efficienza energetica

Nell’era della smart mobilty e della pandemia da Covid 19 riemerge dai ricordi dell’infanzia, ma rivisitato in chiave tecnologica, il monopattino elettrico o “trottinette”, per usare un suono in lingua francese, certamente più melodioso.

Eh già! A Parigi e Bruxelles i monopattini elettrici sono diventati ormai strumenti di mobilità sostenibile molto diffusi ed utilizzati anche in ambito condominiale, mentre a Milano, Roma e nelle altre grandi città italiane se ne vedono ancora pochi.

Nonostante ciò, i più attenti amministratori di condominio già si pongono il problema dell’ impatto che l’acquisto e l’utilizzo di tali dispositivi avrà sul mondo condominiale in relazione al diritto di ricarica nei parcheggi liberi in spazi comuni, nonché alla relativa ripartizione delle spese.

Se per le biciclette o velò  è sempre possibile ricorrere al posizionamento di supporti negli spazi comuni – posto che l’installazione di rastrelliere rientra nei poteri dell’amministratore e in ogni condominio vi è facoltà di collocarne fino a due, purchè non costituiscano intralcio al passaggio – discorso più complicato è l’opportunità di attivare una colonnina di ricarica elettrica al servizio dei comproprietari del fabbricato.

Il problema investe gli stabili di vecchia generazione, in quanto – per gli edifici di nuova costruzione – il conseguimento del titolo abitativo è vincolato alla predisposizione di infrastrutture elettriche dedicate alla ricarica dei veicoli.

Dobbiamo ricordare, infatti, che in base a quanto disposto dal d.lgs. n. 257/2016 i nuovi  stabili con almeno 10 unità immobiliari dovranno essere muniti di impianti elettrici capaci di permettere la connessione di ricarica di una vettura per ogni spazio di parcheggio coperto o scoperto.

Ma cosa fare per adattare i “vecchi” palazzi all’utilizzo della green energy?

La svolta ecologica, in questo caso, ci richiama all’utilizzo delle wall box, dispositivi oltremodo compatti attraverso i quali è possibile ricaricare le batterie delle vetture elettriche da casa, che vengono montati a parete ed hanno l’utile prerogativa  di ottimizzare lo spazio a disposizione trasformando una semplice presa di corrente in una centrare di ricarica evoluta.

Senza volerci addentrare ora nei tecnicismi riservati necessariamente agli addetti ai lavori, possiamo però evidenziare che occorre distinguere il caso del condòmino deciso ad installare una wallbox nel proprio garage privato, da quello in cui le predette stazioncine sono da posizionare nel parcheggio condominiale.

La prima situazione prevede che il proprietario debba inoltrare una comunicazione all’amministratore, e questi determinerà le spese relative, l’aggiornamento del certificato di prevenzione incendi e ogni altro intervento ai fini della sicurezza, secondo le indicazioni predisposte dal corpo dei vigili del fuoco.

Di converso, invece, se la wall box va applicata nel parcheggio condominiale, e quindi in un’area comune, il comproprietario o i comproprietari interessati devono sottoporre la richiesta all’assemblea dei condomini che sarà tenuta a deliberare con la maggioranza semplice dei voti e ripartendo  i costi a carico dei soli aderenti all’iniziativa.

Va precisato, in ogni caso, che l’autorizzazione del condominio prevede – implicitamente – la facoltà di utilizzo dell’impianto da parte di quanti vorranno aderire al suo utilizzo in un secondo tempo, compartecipando alla spesa ex art. 1121 cc., terzo comma, e ciò in previsione dell’incremento dell’uso di veicoli elettrici.

Ancora, nel caso in cui l’assemblea bocciasse la proposta oppure –  trascorsi tre mesi dalla richiesta scritta – non fornisse il consenso, l’interessato potrà comunque  installare la wall box sostenendone autonomamente i costi, fermo restando che i relativi lavori non dovranno arrecare pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza, all’uso e al decoro architettonico dell’edificio.

Concludiamo così il nostro riepilogo “green” partito dalle prospettive di futuro utilizzo dei monopattini, sottolineando che l’impianto di ricarica elettrica diventa un bene condominiale comune quando la sua realizzazione è decisa all’unanimità.

E proprio a tal proposito, al fine di incentivare sempre più la nascita di contesti abitativi  “verdi”, nella legge di bilancio 2021 si è previsto che ove l’installazione delle colonnine elettriche nei condomìni venga eseguita congiuntamente ad interventi di isolamento termico o di climatizzazione invernale, sarà possibile godere dell’ecobonus, ossia della detrazione del 110% per le spese sostenute tra il primo luglio 2020 e il 30 giugno 2022.

Il risparmio delle tasche e la pulizia dell’ambiente riusciranno dunque  a spingere l’utenza delle nostre grandi città verso una significativa accelerazione del passo, in sintonia con il modello  già introdotto, testato e ampiamente utilizzato da tanti agglomerati urbani d’Europa?

©Riproduzione riservata

Avv. Sabina Vuolo

Via Fleming, 49 - 84012 Angri (SA) 081 946633

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