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Ddl Semplificazioni: cosa cambia per i condomìni tra permessi più rapidi, tempi certi e maggiore tutela nelle compravendite

Ddl Semplificazioni: cosa cambia per i condomìni tra permessi più rapidi, tempi certi e maggiore tutela nelle compravendite

L’approvazione definitiva del Ddl Semplificazioni segna un passaggio particolarmente rilevante anche per la vita dei condomìni, perché interviene su tre ambiti che incidono direttamente sulle decisioni assembleari e sulla gestione delle parti comuni: permessi di costruire, tempi d’azione della Pubblica Amministrazione e stabilità delle compravendite immobiliari. Un pacchetto normativo ampio, pensato per rendere più agevoli gli interventi edilizi e più sicure le operazioni di trasferimento delle unità immobiliari.

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda l’estensione del silenzio-assenso ai permessi di costruire che coinvolgono immobili vincolati. Finora, anche quando un condominio presentava una domanda completa di ogni nullaosta – paesaggistico, idrogeologico, culturale – la conferenza dei servizi era praticamente inevitabile, con ripetuti rallentamenti ai cantieri. Oggi, se tutta la documentazione è in regola, il silenzio dell’amministrazione può valere come assenso anche su edifici soggetti a vincolo. È una novità che si traduce in un percorso più lineare per progetti che toccano parti comuni rilevanti: dall’installazione di un ascensore esterno alla modifica delle facciate, fino alle sopraelevazioni e agli interventi sugli impianti.

Accanto ai permessi più rapidi, arriva anche una maggiore stabilità nei rapporti con la Pubblica Amministrazione: il termine entro cui la PA può annullare un proprio provvedimento illegittimo viene ridotto da dodici a sei mesi. Per i condomìni questo rappresenta una tutela essenziale, perché un permesso di costruire ottenuto regolarmente non potrà restare nel limbo per un anno intero. La finestra di incertezza si dimezza, rendendo più serena la pianificazione dei lavori, dei SAL, dei contratti e delle rate condominiali. Oltre i sei mesi l’intervento della PA sarà possibile solo nei casi più gravi, ossia quando il titolo è stato conseguito attraverso comportamenti penalmente rilevanti.

Il Ddl introduce poi un’importante riforma in tema di compravendite di immobili provenienti da donazione, una questione che spesso ha creato dubbi e tensioni anche all’interno dei condomìni. Prima della riforma, chi acquistava un appartamento donato rischiava, in alcuni casi, di veder messa in discussione la propria proprietà anche molti anni dopo, con inevitabili ripercussioni sulla vita condominiale. La nuova disciplina elimina questo pericolo: l’acquirente diventa definitivamente proprietario e i legittimari, se ritengono lesa la propria quota ereditaria, potranno rivalersi solo sul donatario, non sull’immobile ormai trasferito. Per i condomìni significa meno incertezza, niente più millesimi “instabili”, e una maggiore tranquillità nelle delibere e nella gestione delle spese.

La disciplina emergenziale che consente l’installazione semplificata di dehors e arredi urbani viene prorogata fino al 30 giugno 2027, mantenendo le deroghe introdotte durante la pandemia. I pubblici esercizi potranno quindi continuare a occupare vie, piazze e spazi di valore culturale o paesaggistico senza dover richiedere le usuali autorizzazioni specifiche. La proroga serve a garantire continuità alle attività economiche e ad evitare vuoti normativi. Nel frattempo, il governo avrà più tempo per emanare un decreto legislativo che definisca in modo stabile le regole per la concessione di aree tutelate destinate ai dehors.

La redazione ringrazia Legislativamente.it per averci fornito il supporto della documentazione.

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A cura della Redazione

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