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Decreto Sostegni Bis. Verso la sospensione rate dei mutui prima casa

Decreto Sostegni Bis. Verso la sospensione rate dei mutui prima casa

Il Governo Draghi studia di introdurre una  sospensione del pagamento delle rate del mutuo prima casa alle famiglie e al popolo della partite IVA, ma con un nuovo criterio.

Oggi, sul tavolo del Consiglio dei Ministri, sarà deciso lo scostamento di bilancio da circa 40 miliardi, mentre il via libera al Def, il Documento di economia e finanza, arriverà tra giovedì e venerdì.

Quasi la metà dell’extra deficit dovrebbe andare a finanziare un nuovo pacchetto di aiuti a fondo perduto per le imprese, che prenderà forma nel c.d Decreto Sostegni bis, che sarà così strutturato: 20 miliardi di ristori, 15 miliardi per affrontare i costi fissi e rafforzare la liquidità delle aziende, 5 miliardi dirottati in un fondo dedicato alle opere escluse dal Recovery plan.

In tale contesto l’Esecutivo sta valutando la possibilità di ampliare l’accesso al fondo Gasparrini delle partite Iva per la sospensione del pagamento dei mutui sulla prima casa. Questo è quanto si apprende da una anticipazione lanciata sulle colonne del Sole24ore.

Il testo, ancora in fase di elaborazione, dovrebbe essere emanato tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio. In questa misura rientrerebbero anche tutti i possessori di partita IVA che hanno contratto un mutuo.

Tale misura potrebbe rappresentare, secondo alcune indiscrezioni rilasciate dagli organi di stampa, una sorta di strumento alternativo al ristoro diretto di quelle categorie. Inoltre la sospensione delle rate del mutuo avrebbe un impatto maggiore in termini di liquidità per una famiglia rispetto a contributi a fondo perduto di poche centinaia di euro.

In un contesto come quello che stiamo vivendo, dove il 40% delle famiglie italiane ha difficoltà col pagamento degli affitti e il 30% con rate e prestiti, ci sono, secondo le ultime statistiche di Assoutenti, 1,4 milioni di famiglie e 1,3 milioni di aziende rischiano il default con effetti a cascata su banche ed economia. L’intervento del Governo Draghi su questo fronte, sarebbe davvero necessario ed indispensabile.

Inoltre le moratorie su mutui, prestiti e finanziamenti per un totale di 300 miliardi di euro, avviate per sostenere famiglie e imprese danneggiate dalla crisi economica prodotta dal Covid, scadranno il prossimo 30 giugno e rischiano di non essere più prorogate, a causa delle regole imposte dall’Eba (Autorità bancaria europea). Lo denuncia Assoutenti, che sottolinea come una mancata proroga porterebbe al default milioni di famiglie e imprese, trascinando con se le banche minori e provocando effetti disastrosi sull’economia italiana.

Proprio per fronteggiare il devastante effetto del Covid,  i precedenti Decreti “Cura Italia” e “Liquidità” avevano previsto un rifinanziamento del fondo Gasparrini con 400 milioni di euro e un ampliamento della platea dei potenziali beneficiari fino al 17 dicembre 2020.

Ora ci sarebbe una nuova moratoria sui mutui per la prima casa che andrebbe ad aggiungersi agli aiuti pensati per le partite IVA. Ovviamente bisogna ancora stabilire: criteri di accesso, tempi e quantum. A quanto pare, in questo nuovo decreto ci sarà una differenza sostanziale rispetto all’ultimo provvedimento: sarà sospeso il pagamento del capitale, si dovranno invece versare gli interessi.

Con la precedente misura, lo Stato aveva stanziato, lo scorso anno, 400 milioni. Se la nuova moratoria dovesse entrare in vigore con il nuovo Sostegni bis potrebbe coprire tutto il 2021. Ma la tempistica è strettamente collegata ai fondi da mettere a disposizione, in quanto la durata della sospensione incide direttamente sui costi e quindi sulle risorse da mettere a disposizione.

Ovviamente l’iter di approvazione del Decreto Sostegni bis è ancora lungo e, secondo alcune indiscrezioni anticipato al Sole24Ore dal Sottosegretario al MEF Claudio Durigon, si sta lavorando ad un pacchetto di proroghe fiscali, accanto alla riconferma del credito d’imposta sugli affitti commerciali.

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A cura della Redazione

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