La riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare condominiale rappresenta una sfida cruciale per il raggiungimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione entro il 2030. Nonostante i progressi ottenuti grazie agli incentivi fiscali degli ultimi anni, il 50% del patrimonio residenziale italiano è ancora caratterizzato da elevati consumi energetici e obsolescenza edilizia.
Secondo l’analisi “Direttiva EPBD, un’opportunità di rilancio per il Sistema Paese“, condotta da Nomisma per conto di ROCKWOOL, il settore residenziale è responsabile del 25% dei consumi energetici totali del Paese, con il 54% degli immobili collocati nelle classi energetiche meno performanti (F e G). Nei condomini, in particolare, la quota di edifici energivori è ancora più elevata nelle zone climatiche più fredde, dove il 65% delle abitazioni registra consumi superiori alla media nazionale.
Un traguardo possibile con un piano di investimenti pubblico-privato
Gli incentivi fiscali attivati dal 2020 al 2023, tra cui Superbonus 110%, Ecobonus e Bonus Facciate, hanno permesso di ottenere un risparmio energetico dell’8,9%, ma per raggiungere il target UE del 16% sarà necessario un ulteriore investimento di 83,4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Questo piano di riqualificazione potrebbe coinvolgere fino al 10% degli edifici residenziali, garantendo una riduzione delle emissioni atmosferiche di 3,2 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, pari al 7% delle emissioni del settore residenziale.
« La riqualificazione di questi edifici consentirebbe non solo di ridurre le emissioni e i consumi, ma anche di migliorare il comfort abitativo e la sicurezza degli immobili», ha dichiarato Federico Castelli, amministratore delegato di ROCKWOOL Italia. «Utilizzando materiali sostenibili come la lana di roccia, è possibile ottenere ottimi risultati in termini di isolamento termico e acustico, con un impatto positivo sia sulle bollette energetiche delle famiglie sia sulla sostenibilità dell’intero comparto edilizio».
Un risparmio concreto per le famiglie italiane
Il costo medio per la riqualificazione energetica di un’unità immobiliare condominiale è stimato in circa 15.000 euro, con un risparmio medio del 36% sulle bollette energetiche. Questo si traduce in un risparmio annuo che può variare da 390 euro nelle zone climatiche più miti fino a 1.241 euro nelle aree più fredde del Paese.
«Il miglioramento dell’efficienza energetica condominiale è una leva strategica per la crescita economica del settore edile e per l’intera filiera delle costruzioni», ha commentato Barbara Da Rin, Senior Project Manager di Nomisma. «La spinta agli investimenti potrebbe generare benefici fiscali per lo Stato, incentivare l’occupazione nel settore edile e aumentare il valore degli immobili, proteggendoli dalla svalutazione».
In un mercato immobiliare sempre più orientato alla sostenibilità, la riqualificazione energetica degli edifici condominiali non rappresenta solo un dovere normativo, ma anche un’opportunità di crescita e valorizzazione per i proprietari e per l’intero comparto immobiliare italiano.
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