Nel percorso verso la neutralità climatica, l’Unione Europea ha tracciato obiettivi chiari al 2030 e al 2050, che coinvolgono in modo diretto il patrimonio edilizio esistente e futuro. In Italia, oltre il 60% degli edifici residenziali risulta ancora in classi energetiche basse, con un ampio margine di intervento per ridurre consumi e impatti ambientali.
In questo contesto, l’efficienza energetica non rappresenta solo una leva ambientale, ma un vero e proprio criterio economico: secondo uno studio della Banca d’Italia, un immobile ad alta efficienza può valere fino al 25% in più rispetto a uno obsoleto¹. Il valore immobiliare è oggi legato sempre più alla qualità degli impianti, alla presenza di fonti rinnovabili e a soluzioni tecnologiche integrate che migliorano il comfort abitativo e riducono i consumi.
Se fino a pochi anni fa il tema dell’efficienza riguardava solo alcuni segmenti del mercato, oggi investitori, famiglie e operatori immobiliari mostrano un crescente interesse verso edifici sostenibili e performanti. A pesare sulle scelte non sono solo i benefici economici, ma anche le direttive europee e gli standard ESG (Environmental, Social and Corporate Governance) sempre più richiesti dai grandi player del settore.
In risposta a questa evoluzione, stanno emergendo strumenti che aiutano a orientare il mercato e a dare visibilità a progetti virtuosi. Tra questi, si inserisce il nuovo sigillo “Powered by Viessmann”, introdotto da Viessmann Climate Solutions Italia. Si tratta di un riconoscimento riservato agli edifici – residenziali, commerciali o industriali – che adottano sistemi energetici integrati e sostenibili, installati da professionisti qualificati. Il sigillo, applicabile anche all’esterno dell’edificio, ha l’obiettivo di rendere visibile l’investimento in qualità impiantistica e tecnologie pulite, contribuendo a rafforzare il posizionamento dell’immobile sul mercato.
Per ottenere il riconoscimento è necessario integrare almeno due tecnologie Viessmann, tra cui sistemi di generazione termica ad alta efficienza (come pompe di calore, caldaie a condensazione o sistemi ibridi) e soluzioni da fonte rinnovabile (fotovoltaico, solare termico o ventilazione meccanica controllata). Un approccio che promuove la visione di un ecosistema energetico connesso e coerente con gli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) e della nuova direttiva EPBD sull’efficienza degli edifici.
¹ Fonte: studio pubblicato dalla Banca d’Italia e presentato nella «Relazione annuale sulla situazione energetica nazionale 2024»
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