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Fra furbate e ruberie, il vero lavoro è quello di reprimere gli abusi

Fra furbate e ruberie, il vero lavoro è quello di reprimere gli abusi

Dopo il decreto sostegni ter e il decreto massimali, arriva il nuovo decreto antifrode mentre la finanza pubblica si lecca le ferite  

Il vero lavoro, a quanto pare, sembra sia diventato quello di contrastare furbate e ruberie, piuttosto che quello di migliorare, amalgamare e rendere davvero fruibile l’accesso ai bonus di Stato dedicati al comparto edile.

Questo traspare, purtroppo, dalla frenetica attività governativa delle ultime settimane, concentrata nel correre ai ripari dopo il saccheggio della finanza pubblica, definito – proprio dai posti di comando – “la più grande truffa che le Repubblica abbia mai visto”.

Colpa dell’italico vizietto di approfittare dei vuoti normativi, o colpa dell’incapacità di legiferare “cum grano salis” ?

Ed eccoci qua, a mettere “pezze” e a leccarci le ferite, dopo una esperienza drammatica giunta oramai al compimento del secondo anno, che tutto avrebbe dovuto alimentare tranne la sfiducia del popolo nei confronti della cabina di regia.

Dopo il decreto sostegni che ha congelato i cantieri aperti e dopo il decreto massimali che ha dovuto adeguarsi al libero triplicarsi dei prezzi, arriva finalmente – a “sintetizzare” i buoni e giusti correttivi dell’impianto bonus – il “nuovo” decreto antifrode.

E così, per fortuna, la cessione del credito sarà nuovamente modificata, fatta salva – dopo la sua acquisizione –  la possibilità di due ulteriori passaggi da effettuarsi unicamente  a favore di banche e intermediari operanti nella piena cognizione della legge.

Ancora, quella moneta virtuale dispersa e irrintracciabile che così duramente ha colpito la finanza pubblica verrà finalmente eliminata attraverso l”applicazione di un codice di “riconoscimento” atto a  inibire la frammentazione dei valori di credito.

Inoltre – ed era ora – saranno puniti con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50mila a 100mila euro quei tecnici abilitati che espongono informazioni e attestazioni false ed omettono circostanze rilevanti sui progetti.

Infine, a proposito di assicurazioni e “protezioni” del sistema, ogni intervento  che comporti attestazioni o asseverazioni dovrà essere corredato da idonea polizza con massimale corrispondente all’entità economica dell’intervento stesso.

Ci siamo, dunque?

Forse, dopo due lunghissimi anni in cui il territorio dei bonus – mentre fioccavano le news e si moltiplicavano le faq – è rimasto senza alcun minimo controllo, qualche presa di coscienza e una sacrosanta retromarcia cominciano a manifestarsi.

Resta la delusione portata da quell’”incentivo alle frodi” sottolineato dal Premier, che ha scontentato gli onesti ed arricchito i disonesti sotto il mantello di un grande progetto di riqualificazione, portato avanti finora con pessimi esercizi di legislazione.

Un’ultima nota: ma qualcuno, nell’intervenire in sintonia con i dettami europei e nel pensare ad elargire il tuttogratis di Stato, ha mai pensato preliminarmente a cosa sarebbe potuto accadere senza adeguata programmazione e senza alcun controllo?

Bello stracciarsi le vesti dopo aver combinato guai. Meno male che qui da noi, anche se le leggi sono incomplete e scritte male, ci si può sempre avvalere dell’aiutino dei decreti.

©Riproduzione riservata

Avv. Michele Zuppardi

Viale Trentino, 79 - 74121 Taranto (TA) 099 735 3000 postazuppardi@gmail.com http://www.studiozuppardi.it

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