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Green pass e assemblee condominiali: ancora tutto in alto mare

Green pass e assemblee condominiali: ancora tutto in alto mare

In assenza di un chiarimento istituzionale, alcune associazioni di categoria si interrogano sull'utilizzo o meno del green pass per lo svolgimento delle assemblee condomininiali

Come gestire il green pass in condominio?

All’indomani dell’approvazione del decreto, da parte del Consiglio dei Ministri, che prevede l’obbligatorietà del Green Pass per i lavoratori pubblici e privati, numerosi sono stati gli interrogativi giunti in redazione in merito all’utilizzo del green pass per la partecipazione alle assemblee condominiali.

Partiamo subito col dire che ad oggi il Governo non ha ancora fornito chiare indicazioni in merito, anche se a breve saranno pubblicate sul sito istituzionale, delle faq che avranno la finalità di chiarire alcuni dubbi sulla corretta applicazione del green pass in determinate occasioni.

Nel frattempo alcune associazioni di categoria hanno, tramite alcuni comunicati stampa, diffuso alcuni orientamenti sul corretto utilizzo o meno del green pass per lo svolgimento delle assemblee condominiali.

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La prima associazione, in ordine di tempo, ad interpellare il ministero della salute, è stata la Confedilizia, che ha ricevuto una risposta è stata negativa.L’ amministratore – spiegano – né può, né deve richiederlo. Obbligati ad essere muniti di Green pass sono solo i componenti le assemblee che si tengono in centri culturali, centri sociali e ricreativi eccetera, ma in questi ultimi casi a dover verificare il possesso del Green pass dei partecipanti non sarà l’ amministratore ma direttamente, all’ ingresso, i titolari o i gestori dei servizi e delle attività”. Rimane in ogni caso fermo, sia nei locali di tali centri, sia in ogni altro luogo di riunione, anche privato, l’ obbligo di garantire il distanziamento di almeno un metro e la sanificazione dei locali. “E’ da aggiungersi – dice ancora Confedilizia – che l’ obbligo del possesso del green pass potrebbe evidentemente essere inserito nel regolamento condominiale, ma solo con l’ approvazione dell’assemblea all’unanimità”.

L’ANACI, per conto dal presidente ANACI Lecco Marco Bandini, ha interpellato il  Capo di Gabinetto della Prefettura di Lecco, il quale ha risposto “la partecipazione a un’assemblea condominiale che si svolge al chiuso non rientra tra le attività per le quali è richiesto il possesso del cd. Green Pass”. La risposta, afferma il Presidente Bandini, la legislazione vigente escluda le assemblee condominiali al chiuso dai servizi e dalle attività per le quali il Green Pass è obbligatorio. Restano in vigore invece tutte le altre norme e precauzioni sull’obbligo della mascherina, della sanificazione e del distanziamento, nonché la possibilità di organizzare teleassemblee“.

L’ANAIP, per conto dell’Avv. Marco Alaggio, afferma che “si fanno sempre più insistenti voci su un possibile allargamento dell’obbligo del Green Pass in un futuro molto prossimo. Alla luce di ciò, nella fissazione delle assemblee condominiali, operazioni che, come è noto, richiedono un congruo lasso di tempo, si invita a tenere conto della possibilità di un mutamento della situazione e a tenere in debita considerazione la possibilità, accordata dal legislatore, di svolgere le assemblee condominiali mediante collegamento da remoto”.

Infine, l’Anammi, ha delineato un piccolo vademecum in cui si è precisato che l’amministratore di condominio è un libero professionista, un lavoratore autonomo con partita Iva e quindi, come specificamente indicato dal decreto annunciato dal Governo, dovrà essere in possesso di green pass. Lo stesso dicasi per i dipendenti del suo studio professionale. Secondo il vademecum restano invariate le modalità di svolgimento dell’assemblea, che dovranno seguire le regole adottate nel periodo emergenziale. Un ruolo importante è quello che spetta al presidente dell’assemblea. «Questa figura è da sempre designata come responsabile della legittimità dell’assemblea – spiega il presidente Bica – di conseguenza, oltre al controllo della regolarità degli inviti e del computo dei millesimi presenti, sarà suo compito verificare e controllare preventivamente il possesso del green pass dell’amministratore, proprio perché anche il professionista deve dimostrare di avere il certificato verde».

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A cura della Redazione

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