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Il grande sconcerto energetico: milioni di italiani ignari della fine del mercato tutelato

Il grande sconcerto energetico: milioni di italiani ignari della fine del mercato tutelato

Quasi 6 milioni di consumatori italiani sembra navigare nell'incertezza totale riguardo al fatto se il proprio contratto rientri nel mercato tutelato o libero

Nessuna data di scadenza per il termine del mercato tutelato dell’energia, ma sembra che molti italiani non siano proprio pronti per il cambiamento. Stiamo parlando di oltre 13 milioni di connazionali, secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat. Quello che stupisce è che una massa di quasi 6 milioni di consumatori sembra navigare nell’incertezza totale riguardo al fatto se il proprio contratto rientri nel mercato tutelato o libero.

Mancanza di informazioni e grande preoccupazione

Addentrandoci tra coloro che hanno dichiarato di essere attualmente sotto contratto nel mercato tutelato, ma non erano a conoscenza della sua imminente chiusura, emerge un dato sorprendente: quasi 2,5 milioni di italiani sembrano non aver ancora preso nessuna iniziativa per effettuare la transizione verso il mercato libero.

La mancanza di informazioni dettagliate sull’argomento porta con sé un bagaglio di preoccupazioni, alcune delle quali sono comprensibili, mentre altre sembrano basarsi su malintesi. Ad esempio, circa un milione di connazionali esprime la paura di rimanere senza forniture energetiche, mentre il 12% teme che l’abolizione del regime tutelato si tradurrà in un aumento delle tariffe.

È evidente che la consapevolezza di questo cambiamento è ancora piuttosto limitata, e questo solleva diverse questioni sul grado di preparazione della popolazione italiana di fronte a un passaggio così significativo. Con oltre 2 milioni e mezzo di persone ancora a riposo in un limbo energetico, diventa urgente promuovere una maggiore consapevolezza e azione.

L’opposizione chiede la proroga

Un appello al governo a modificare il decreto energia approvato ieri dal Consiglio dei ministri è stato lanciato dal Pd nel corso di una conferenza stampa tenuta nella sede nazionale del partito. In particolare è stato chiesto di prorogare la misure sul mercato tutelato, senza il quale si esporrebbero 5 milioni di piccoli utenti ad aumenti del prezzo del gas e dell’energia.  “Non è tardi pe fermare la Meloni sulle bollette” ha detto Schlein.

La posizione dell’Unione Nazionale Consumatori

“Una vergogna! La mancata proroga del mercato tutelato nel dl energia è a di poco imbarazzante. Un provvedimento a costo zero per il Governo che potrebbe aiutare le famiglie in un momento di grave difficoltà che non viene preso con la scusa di una trattativa con l’Europa, quando il Pnrr, almeno quello firmato da Draghi, non prevedeva una chiusura dell’impegno entro il gennaio 2024, ma solo di iniziare un percorso, cosa già avvenuta con il passaggio delle microimprese al mercato libero” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“I dati Istat sono chiari. Persino facendo il confronto tra il mese di ottobre 2023 (mese in cui sono scattati i rialzi del mercato tutelato che varranno però fino alle fine di dicembre 2023, quindi a novembre e dicembre vi sarà una variazione mensile nulla dei prezzi) e giugno 2021, ossia prima dei rincari scattati a partire da luglio 2021, la luce del mercato libero in Italia è salita del 97,7% contro il 31,6% del tutelato, più del triplo, mentre considerando il primo dato utile del gas rilevato dall’Istat, dicembre 2021, il libero da allora è aumentato del 41,5% contro il +5,7% del tutelato. Perché si vogliono arricchire le compagnie di luce e gas a scapito delle famiglie?” conclude Dona.

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A cura della Redazione

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