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Il principio di correttezza nel trattamento dei dati personali in ambito condominiale: una lettura del nuovo documento del Garante

Il principio di correttezza nel trattamento dei dati personali in ambito condominiale: una lettura del nuovo documento del Garante

La centralità del principio di correttezza nel trattamento condominiale

Il 10 aprile 2025 il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato un nuovo Documento di indirizzo relativo al trattamento dei dati personali in ambito condominiale. L’intervento si inserisce nel più ampio contesto interpretativo del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del D.lgs. n. 196/2003, come modificato dal D.lgs. n. 101/2018, offrendo chiarimenti rilevanti sulla corretta applicazione della normativa privacy nella gestione ordinaria dei rapporti tra amministratori e condòmini.

La centralità del principio di correttezza nel trattamento condominiale

Il documento pone al centro dell’analisi il principio di correttezza, che assume una valenza sostanziale e non meramente formale. Esso impone, infatti, una condotta ispirata ai criteri di buona fede, lealtà, trasparenza e rispetto della dignità dell’interessato. In ambito condominiale, ciò implica che l’amministratore, pur operando nel rispetto della liceità del trattamento, debba valutare caso per caso l’impatto concreto delle proprie scelte operative, adottando soluzioni che minimizzino l’ingerenza nella sfera privata degli interessati.

Applicazioni pratiche del principio: legittimità formale e correttezza sostanziale

Un’applicazione esemplificativa di tale principio è fornita dallo stesso Garante: qualora un condòmino manifesti la volontà di adempiere personalmente a un obbligo tributario, la comunicazione dei suoi dati da parte dell’amministratore all’Agenzia delle Entrate, pur formalmente lecita, potrebbe risultare in contrasto con il principio di correttezza, in quanto eccedente rispetto alla necessità effettiva. In tal senso, la privacy condominiale si configura come un equilibrio dinamico tra doveri gestionali e rispetto dei diritti fondamentali, superando la mera esecuzione meccanica delle norme.

Comunicazione dei dati personali: condizioni di legittimità e cautele operative

Il Garante precisa che la comunicazione di dati personali da parte dell’amministratore è legittima solo in presenza di una base giuridica adeguata e nel rispetto dei principi di necessità e proporzionalità. È necessario, inoltre, che le modalità utilizzate garantiscano la riservatezza e la sicurezza delle informazioni. In particolare, l’uso della bacheca condominiale per comunicazioni che contengano dati personali non può considerarsi conforme alla normativa, salvo nei casi in cui ciò sia strettamente indispensabile e le informazioni siano rese anonime o aggregate. Il domicilio digitale fornito dal condòmino rappresenta lo strumento preferenziale per comunicazioni individuali, inclusi i solleciti e le diffide.

Trasparenza nelle parti comuni e protezione dei dati: un bilanciamento necessario

Uno dei temi più delicati affrontati dal documento riguarda la gestione della trasparenza nelle aree comuni del condominio. Sebbene la trasparenza amministrativa costituisca un principio fondamentale nella gestione condominiale, essa non può giustificare la divulgazione indiscriminata di dati personali. Il Garante richiama l’attenzione sul rischio di esposizione indebita tramite affissioni pubbliche, che possono violare la normativa se non opportunamente limitate. La soluzione auspicata risiede in un bilanciamento ponderato: rendere accessibili le informazioni rilevanti senza compromettere la riservatezza, adottando canali comunicativi individuali e sicuri, come PEC o e-mail.

La correttezza come criterio guida dell’amministrazione condominiale

Il principio di correttezza si configura, alla luce del documento del Garante, come una clausola generale di comportamento che qualifica l’intera attività dell’amministratore. Esso richiede un approccio sostanzialistico che vada oltre il rispetto letterale delle disposizioni, orientando l’azione amministrativa verso soluzioni rispettose della dignità e dei diritti della persona. La corretta applicazione della normativa privacy in condominio non è dunque solo un adempimento giuridico, ma un indicatore della qualità professionale ed etica dell’amministrazione.

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    Avv. Raffaele Marascio

    Avvocato già iscritto all’Albo presso l’Ordine degli Avvocati di Torino. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino con tesi in materia di Big Data e rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR). Specializzato in diritto della privacy, diritto penale e responsabilità civile.

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