l Report FIAIP con ENEA e I-Com, presentato al Senato, fotografa un mercato immobiliare in crescita, trainato da compravendite, locazioni e credito più accessibile. Ma il 75% del patrimonio edilizio italiano resta ancora energeticamente inefficiente, con effetti diretti su valore, accessibilità e qualità dell’abitare.
Il mercato immobiliare italiano chiude il 2025 con segnali positivi sia sul fronte delle compravendite sia su quello delle locazioni. Secondo il Report FIAIP Monitora Italia, elaborato dal Centro Studi FIAIP in collaborazione con ENEA e I-Com, le transazioni residenziali sono aumentate del 6,5% rispetto al 2024, raggiungendo circa 767 mila unità, mentre i prezzi medi delle abitazioni sono cresciuti del 2,2%. Nello stesso periodo, il mercato degli affitti ha registrato un incremento del 7% dei canoni e del 3% dei contratti, confermando una domanda abitativa ancora molto sostenuta, soprattutto nei principali centri urbani.
Accanto alla ripresa del mercato, il report mette però in evidenza una criticità strutturale sempre più rilevante: la qualità energetica del patrimonio immobiliare. Nonostante una maggiore attenzione verso le cosiddette case green, circa il 75% degli immobili italiani risulta ancora obsoleto e poco efficiente sotto il profilo energetico. Le classi E, F e G continuano infatti a rappresentare la parte prevalente del costruito, soprattutto nelle aree periferiche, mentre gli immobili efficientati iniziano a beneficiare di un premio di mercato sempre più evidente. Per gli operatori, l’efficientamento energetico è destinato a incidere in misura crescente sul valore degli immobili e sulle scelte di acquisto.
Il report segnala inoltre l’ampliamento della cosiddetta “fascia grigia” dell’abitare, composta da famiglie e lavoratori che non riescono ad accedere né al mercato libero né all’edilizia pubblica. Per il 2026 le previsioni restano moderatamente positive, ma il quadro complessivo impone interventi più strutturali, sia sul piano dell’accessibilità alla casa sia su quello della riqualificazione energetica. In questa prospettiva, il recupero del patrimonio edilizio esistente si conferma una leva decisiva non solo per la transizione ecologica, ma anche per la tenuta economica e sociale del mercato immobiliare.
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