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La comunicazione assertiva applicata nei rapporti tra amministratore e condòmini

La comunicazione assertiva applicata nei rapporti tra amministratore e condòmini

La qualità di un buon comunicatore consiste nell’esprimere un concetto in maniera efficace, ovvero che possa arrivare all’interlocutore in maniera chiara e comprensibile.

Standardizzare la comunicazione o personalizzarla in funzione dell’interlocutore?

L’assunto principale necessita quindi di un cambio di prospettiva immediato: la trasmissione di qualsiasi concetto si basa sulle caratteristiche ricettive del nostro interlocutore, non nelle nostre capacità oratorie.

Nel mio percorso di formazione nel mondo condominiale, ho iniziato a studiare quali fossero le caratteristiche dei miei colleghi più autorevoli, approfittando di ogni buona occasione per vederli all’opera e studiare quale tipo di comunicazione adottavano.

Per molti la difficoltà consiste esattamente nel modulare le comunicazioni secondo l’interlocutore a cui sono rivolte.

A livello generale, ognuno di noi ha il proprio stile comunicativo, mi riferisco ad esempio a lettere informative rivolte a tutti i Condomini nelle quali emerge la dialettica standard tipica del nostro know-how. A livello individuale, ogni interlocutore necessità di accorgimenti diversi, ma un metodo universale esiste…

La comunicazione assertiva

I colleghi più esperti lasciavano parlare, ricalcavano le affermazioni dei loro condòmini seppure inesatte per farle loro, a volte correggendole senza che essi ne avessero effettiva cognizione. Non discutevano mai direttamente eppure oltre ad essere autorevoli apparivano anche autoritari, senza mai alzare la voce. Capii che ero di fronte a tratti caratteristici di una tipologia particolare di comunicazione: la comunicazione assertiva.

La comunicazione assertiva circa dieci anni fa era sicuramente lo stile meno noto, tuttavia, in questi ultimi anni se ne sente parlare sempre più spesso (ed era ora). Nel panorama dei vari stili comunicativi esistenti, è tra le più potenti.

L’assertività come equilibrio tra lo stile aggressivo e quello passivo

L’assertività è un modo d’essere basato sulla promozione delle proprie idee, senza prevaricare gli altri e senza perdere il proprio punto di vista.

Si pone pertanto esattamente a metà tra due altri stili di comunicazione contrapposti tra loro: Lo stile aggressivo(comunicare le proprie idee, senza rispettare gli altri) e lo stile passivo (è più importante salvare la relazione con gli altri piuttosto che promuovere le proprie idee).

La via intermedia tra questi due stili estremi quanto opposti permette di mantenere un impatto empatico sui nostri clienti “oscillando” verso uno stile aggressivo o passivo a seconda delle occasioni.

Possiamo concordare che l’utilizzo prevalente di uno stile aggressivo o passivo compromette il livello empatico dei rapporti. L’aggressivo viene associato ad un atteggiamento dispotico, prepotente, mentre il passivo determina una considerazione mediocre, indecisa e assolutamente poco autorevole.

Caratteristiche della comunicazione assertiva

Le caratteristiche principali della comunicazione assertiva, a mio avviso, possono essere così sintetizzate:

  • L’assertività unisce il rispetto dell’altro con il rispetto di sé mirando a mantenerli in equilibrio;
  • Occorre un buon livello di autostima per comunicare le proprie capacità di pensare e prendere decisioni senza forzature;
  • Per raggiungere il punto precedente, il comunicatore assertivo si pone obiettivi chiari e precisi che aumentano la percentuale di successi e di conseguenza l’autostima;
  • Saper dire di no senza sentirsi in colpa e senza dover contrastare l’opinione dell’altro per farlo;
  • Saper ammettere i propri sbagli a testa alta (difficile me ne rendo conto);
  • Criticare in maniera costruttiva il comportamento e mai la persona;
  • Ricalcare un’affermazione del nostro interlocutore deviandone alcuni aspetti, infonde la sensazione di averlo coinvolto condividendone i contenuti, mentre questi virano sottilmente verso il nostro punto di vista.

Consigli per applicare l’assertività

Superata la parte teorica, una delle difficoltà rimane quella di saper applicare l’assertività e per questo nel tempo ho affinato una metodologia che prevede di porsi due domande a mente prima di ogni affermazione, alle quali si risponde durante l’ascolto attivo del proprio interlocutore.

  1. Perché mi sta dicendo questo?
  2. Cosa voglio da questa interazione?

La prima domanda è basata sull’altro: nel ricercare le motivazioni del nostro interlocutore spesso riusciamo ad alleggerire la tensione e rimanere calmi, senza risentimenti.

La seconda domanda è basata su di noi: assumere la consapevolezza di quale rapporto si vuole mantenere con chi ho di fronte è determinante per evitare o facilitare “scontri frontali”.

Rappresento qui di seguito un principio che è alla base della mia concezione dell’assertività – che applico nei miei corsi sulla comunicazione – con l’intento di fornirvi uno spunto per una riflessione su tutto quanto appena illustrato: rimanere sul tecnico senza mai trascendere nel personale traccerà un solco tra voi ed i tanti provocatori che si incontrano lungo il cammino professionale, perciò il professionista autorevole e carismatico è quello che riesce a mettere la sua professionalità di fronte a qualsiasi ostacolo.

Si ringrazia l’Autore: Dott. Marco Pietroforte, Amministratore di Condominio, fondatore del metodo Condomunicare

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