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La frecciata di Mario Draghi sul Superbonus, ora si apre un “caso politico” e i tempi si dilatano

La frecciata di Mario Draghi sul Superbonus, ora si apre un “caso politico” e i tempi si dilatano

Ecco cosa ha detto oggi pomeriggio in conferenza stampa Mario Draghi sul Superbonus. Si opta per un emendamento, e i tempi si dilatano.

Il Superbonus ora diventa un “caso politico”. Mario Draghi, certo non le manda a dire. A quanto, pare dopo l’elezioni del Presidente della Repubblica, l’azione di governo riprende vigore, e il Primo Ministro inizia a togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

In occasione della confernza stampa, tenutasi al termine del Consiglio dei Ministri, non potevano mancare alcune domande sull’esito della cessione del credito.

Ovvimente si è preso spunto da quanto dichiarato ieri dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate: le frodi sui crediti fiscali ceduti sono l’11,4% del totale dei crediti scambiati sulla piattaforma dell’Agenzia delle entrate. Al 31 dicembre risultavano transitati 38,4 mld di crediti. Di questi attualmente 4,4 mld sono contestati, oggetto di sequestri o di indagini ancora in corso. Fino al 31 dicembre 2020. Questo è quanto reso noto con l’audizione del direttore Ernesto Maria Ruffini depositata ieri in Senato.

In buona sostanza, il problema del Superbonus sono le frodi derivanti dai pochi controlli. E queste sono le conseguenze (aggiungiamo noi).

In merito ai dati diffusi, il 46% delle frodi registrate sulle cessioni dei bonus fiscali riguarda il bonus facciate, il 34% l’ecobonus, il 9% il bonus locazioni/botteghe, l’8% il sismabonus e il 3% il Superbonus. Lo afferma il ministro Stefano Patuanelli, commentando i dati ufficiali trasmessi dall’Agenzia delle Entrate. “Questa è la realtà. Ora bisogna correre per sbloccare il Superbonus, correggendo l’ultima sbagliata norma introdotta, e ridurre a zero le frodi senza distruggere la misura e senza bloccare cittadini e imprese oneste”.

Per tali motivi, nel corso della conferenza stampa, secondo le dichiarazioni del Primo Ministro: “il Governo vuole che il meccanismo funzioni  e i correttivi dovrebbero trovare posto in un emendamento a cui sta lavorando il ministero e il Parlamento”.

Sui bonus edilizi, è intervenuto anche il ministro Franco, che ha ulteriormente precisato: “che è allo studio un meccanismo per affinare la traccibilità delle operazioni coinvolgendo il sistema bancario dando una possibilità più ampia, con due o tre cessioni del credito.  Ma precisa:”tutto si può fare, ma resta fondamentale evitare ulteriori truffe che sono tra le più grandi che questa Repubblica abbia visto“, ha detto il ministro Franco.

Quindi, attualmente le ipotesi da valutare sarebbero tre:

  •  consentire due o tre cessioni all’interno del sistema bancario;
  • introdurre l’asseverazione e il controllo ex-ante da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  • porre un limite al numero di cessioni del credito consentite.

E infine, arriva la frecciata di Mario Draghi: “quelli che oggi più tuonano sul superbonus, che dicono che queste frodi non contano, che bisogna andare avanti lo stesso… beh, questi sono alcuni di quelli che hanno scritto la legge e hanno permesso di fare lavori senza controlli. Se siamo in questa situazione”. Pur non facendo i nomi, è facile intuire a chi è rivolta questa precisazione, ovvero ad un determinata forza politica.

Rincarando la dose precisa: “perchè si è costruito un sistema che prevedeva pochissimi controlli. E se il superbonus oggi rallenta è per i sequestri deliberati dalla magistratura per questioni fraudolente per 2.3 miliardi. Ma naturalmente le somme oggetto di indagine sono molto, molto più alte”.

Infine, Draghi ha escluso che senza superbonus l’edilizia non vada avanti: l’edilizia si è giovata del superbonus, ma va avanti lo stesso, altrimenti tutti i Paesi starebbero a zero. Una dichiarazione che sicuramente lascia una porta socchiusa del tipo: non bisogna fare solo affidamento ai bonus per far ripartire il mercato dell’edilizia.

D’altronte, la proroga del Superbonus è stata voluta solo per una volontà politica, ed oggi, la “vendetta” non si è fatta attendere.

Ora, invece, ad attendere saranno le imprese, perchè sembra che il Governo opterà per un emendamento in fase di conversione in legge e non con un decreto correttivo, come inizialmente era emerso. Con l’emendamento i tempi si dilatano. Il Decreto Sostegni ter deve infatti essere convertito in legge entro il 27 marzo, con i tempi dell’iter parlamentare. La stretta sulla cessione dei crediti diventa operativa dal 17 febbraio.

Insomma, brutte notizie per gli operatori del settore, che speravano che le eventuali correzioni fossero approvate prima di questa data.

©Riproduzione riservata

A cura della Redazione

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