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L’insostenibile leggerezza delle leggi “affossa-Superbonus”

L’insostenibile leggerezza delle leggi “affossa-Superbonus”

La situazione attuale, unitamente agli obblighi di miglioramento della classe energetica degli immobili, impone che il Governo riapra alla possibilità di un restart della procedura con condizioni stabilite dopo aver ascoltato tutti i soggetti interessati

Il superbonus 110, una buona idea sviluppata malamente

Ideato a metà anno 2020 – in pieno lockdown da Covid19 – tale sistema prevedeva la possibilità di ristrutturare gli edifici realizzando anche, attraverso il Cappotto termico, l’efficientamento energetico con utilissime prospettive di risparmio sui consumi di energia elettrica e gas per il riscaldamento, per tali immobili.

Quella che appariva come un ottimo progetto di rilancio per un pilastro dell’economia italiana come il settore dell’edilizia, fece i conti già dall’inizio, con molteplici criticità legate all’aumento esponenziale dei prezzi dei materiali per una loro richiesta improvvisamene altissima, nonché alla difficoltà di procedere all’interpretazione della normativa specifica e alla sua concreta applicazione.

Si operarono tantissimi correttivi in corsa che, in effetti, rimisero in moto la macchina, almeno fino al blocco della cessione dei crediti – operata da molti istituti di credito già dai primi del 2022 – ma soprattutto fino alla presa di posizione del nuovo Governo sul Superbonus.

La prima normativa affossa Superbonus!

Nella seconda metà di novembre 2022 irrompe, come un terremoto, il DL AIUTI QUATER recante la disposizione di ridurre la percentuale Superbonus dal 110 al 90.

Il mercato reagì subito male a tale decisione adottata improvvisamente.

Si lamentò in primo luogo che tale riduzione avrebbe colpito anche quei Condomini nei quali la fase esecutiva non era ancora arrivata allo step finale solo perché i gruppi Superbonus avevano programmato le attività facendo certamente affidamento sul mantenimento del 110 anche per tutto il 2023, confidando addirittura in una proroga di tali condizioni almeno fino al 2025.

In secondo luogo, già all’indomani dell’ormai famoso DL AIUTI QUATER, gli esperti del settore avvisarono che tale inaspettato intervento normativo avrebbe minato la fiducia sul sistema da parte degli operatori, i quali con ogni probabilità non avrebbero avviato alcun procedimento anche nella misura del nuovo 90%, nel timore che potesse ripetersi una nuova modifica peggiorativa decisa a giochi in corsa dai governanti.

La previsione si avverò: General Contractor e Ditte, non si occupavano più di nuove pratiche Superbonus e anche per quelle arretrate non arrivavano notizie confortanti.

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La seconda normativa affossa Superbonus.

Nello stesso modo, i timori di tali operatori (General Contractor e Ditte) si rivelarono fondati: il DL n.11/2023 di metà febbraio chiude definitivamente ai meccanismi fiscali dello sconto in fattura (sinteticamente: beneficio immediato con fatture a zero per i Condomini, nel caso del 110%) e cessione del credito (sinteticamente: beneficio fruibile a partire dal primo SAL pari al 30%).

Viene, invece, mantenuta la sola possibilità di ricorrere alla detrazione tradizionale (sinteticamente: pagamento dell’intera somma di competenza con detraibilità per i successivi 4 anni), privilegio di pochi, stante il valore degli appalti schizzato alle stelle.

Peraltro, si osserva che ad oggi persistono i problemi legati al blocco dei crediti con 8 miliardi di euro giacenti nei cassetti fiscali e se non troverà il modo per sbloccarli, l’economia generale e l’operatività delle ditte avrà comunque conseguenze pesanti.

I vantaggi del Superbonus 110, provati da dati concreti.

Rimangono inspiegabili i motivi per cui non si sia deciso di proseguire con un meccanismo, quello del Superbonus 110, che stava mantenendo le aspettative iniziali.

Difatti, da un report dell’ISTAT di settembre u.s. emersero una serie di dati a conferma della bontà del sistema legato al Superbonus 110 come l’aumento del prodotto interno lordo e dell’occupazione, nonché una riduzione dei consumi energetici nei Condomini grazie all’efficientamento dei cantieri completati.

A parere di chi scrive, alla base della menzionata riduzione delle percentuali da 110 a 90 – decisione che già a novembre u.s. affossò il Superbonus – ci fu un gigantesco malinteso: il “buco di miliardi di euro” lamentato dal nuovo Governo apparirebbe in realtà causato da un altro meccanismo che, in effetti, non poteva che naufragare dall’inizio: il Bonus Facciate 90%.

L’Europa vuole l’efficientamento energetico.

In Parlamento europeo si è votato favorevolmente alla revisione della direttiva Ue sulle «CASE GREEN», per il miglioramento delle performance energetiche degli immobili.

Si tratta di una (ipotesi di) Direttiva europea che, qualora completasse il suo iter formativo – e previa emanazione di una normativa specifica nel singolo Paese – imporrerebbe l’ottenimento della classe energetica D entro il 2033, con lo step di passaggio alla classe E entro il 1° gennaio 2030.

Considerazioni finali.

Già le conseguenze in tema di consumi energetici nazionali derivanti dalla guerra tra Russia ed Ucraina, ben note da ormai oltre 1 anno, avrebbero dovuto portare l’elaborazione di misure a sostegno ed incentivo dell’obiettivo di un autosostentamento energetico, in Italia.

Se a questo ci aggiungiamo:

  • la prospettiva assolutamente credibile di una misura normativa che obblighi opere di apposizione del Cappotto Termico e di tutte quelle utili per i passaggi di classe energetica negli edifici;
  • l’aumento indiscriminato dei prezzi dei materiali, che ha portato ormai i valori degli appalti a livelli difficilmente sostenibili dai privati nella situazione di crisi attuale;
  • L’attuale patrimonio immobiliare italiano, che evidenzia la stragrande predominanza della classe G (l’ultima).

Posto quanto sopra, i meccanismi tecnici (le sole opere e modalità esecutive) previsti nell’Ecobonus e Sismabonus – da tempo promossi dagli esperti del settore – rappresenterebbero certamente la migliore soluzione alle necessità del nostro Paese di efficientare e mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare.

La misura per sovvenzionare detti meccanismi era stata trovata nel Superbonus 110 e la situazione attuale del nostro Paese, unitamente alle prospettive accennate in relazione agli obblighi di miglioramento della classe energetica degli immobili, impone – ad avviso dello scrivente – che il Governo riapra alla possibilità di un restart della procedura con condizioni stabilite dopo aver ascoltato tutti i soggetti interessati come gruppi di costruttori, General Contractor, Istituti di credito, associazioni dei proprietari e degli amministratori di Condominio.

L’esperienza di questi anni dovrebbe aver fatto comprendere dove intervenire normativamente parlando: ad esempio, una programmazione di termini di decorrenza del bonus edilizio, per scongiurare la corsa all’oro con il rialzo incontrollato dei prezzi.

Pacchetto Superbonus Responsabile dei Lavori in Condominio

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