L’istituzione del Registro Immobiliare Italiano e l’impegno dell’On.le Federico Conte

L’istituzione del Registro Immobiliare Italiano e l’impegno dell’On.le Federico Conte

In questa intervista, il parlamentare chiarisce i pregi dell'iniziativa che coinvolgerà oltre un milione di condomìni  e tutti i loro amministratori.

Vi è grande attenzione, negli ultimi tempi, nei confronti del patrimonio immobiliare italiano. E non solo per le attualissime opportunità offerte dal “Superbonus 110” messo in campo dal Governo, ma anche e soprattutto per le esigenze di sicurezza e di controllo  degli stabili e della incolumità delle famiglie che vi risiedono. L’istituzione del Registro Immobiliare Italiano, proposta dall’Onorevole Federico Conte,  è l’ultima iniziativa in tal senso e merita uno speciale approfondimento.

Onorevole Federico Conte, Lei è riuscito ad impegnare il Governo a valutare, attraverso la discussione di un apposito Ordine del Giorno, l’opportunità di istituire il Registro immobiliare Italiano. Quali le ragioni del suo impegno in quest’ambito?

La costituzione del Registro Immobiliare potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova visione degli immobili, volta a salvaguardare non soltanto la sicurezza del primo investimento degli italiani ma anche quella fisica delle stesse famiglie, che vivono nei fabbricati, singoli o costituiti in condominio: si porterebbe infatti ad attuazione un controllo dell’attività di manutenzione sugli stabili, consentendo di ridurre l’approssimazione e precarietà che oggi domina nel settore degli interventi manutentivi, ordinari e straordinari, sui fabbricati.

Un primo importante inizio per avere padronanza della situazione, insomma.

L’istituzione del Registro Immobiliare Italiano, sarebbe un passo fondamentale verso quella forma di controllo sul patrimonio immobiliare del nostro Paese che al giorno d’oggi appare più che mai necessaria, visto che una percentuale molto alta di fabbricati risulta particolarmente vetusta e, quindi, foriera di interventi volti al recupero del patrimonio edilizio, per evitare quel degrado e decadimento molto pericoloso per le stesse persone che occupano gli alloggi.

Pensare al patrimonio immobiliare senza riordinare la materia delle amministrazioni condominiali non Le sembra un impegno “a metà”?

Il Registro e’ sicuramente un primo passo di partenza fondamentale, da cui iniziare con una riforma che coinvolga organicamente anche gli Amministratori di Condominio, figure cardine che hanno il compito di proteggere e tutelare gli Stabili. In Italia sono presenti circa 1.200.000 Condomini, al cui interno vive più del 70% della popolazione italiana. Il riordino della materia Condominiale, quindi, appare necessario proprio alla tutela delle famiglie italiane, elevando anche l’attività degli Amministratori di Stabili al posto che merita nel panorama delle professioni italiane. A tal fine si è aperta un interlocuzione con l’Osservatorio Nazionale Condomini e la maggior parte delle Associazioni di Amministratori di Stabili.

Mentre il Governo spinge sull’efficientamento energetico sono in molti a dubitare che si possa assistere a una vera svolta in tal senso. Lei che ne pensa?

Le opportunità fornite dal “Decreto Rilancio”, riservato agli Immobili e quindi anche ai Condomini, gettano le basi per una visione del tutto nuova della tutela degli Stabili. In modo particolare gli Amministratori di Condominio, vengono chiamati a percorsi nuovi di approfondimento che non si limitano più ad una “normale” gestione delle parti comuni, ma richiedono approfondimenti tali da rendere necessario un approccio completo alla materia idoneo ad una maggiore protezione ed alla piena attuazione del programma di rilancio del nostro Paese.

Indipendentemente dagli obiettivi auspicati, cosa si sente di dire concretamente a tutti gli italiani che credono ancora nell’investimento immobiliare?

Ecobonus e Sismabonus 110%, rappresentano di fatto due grandi incentivi diretti alla valorizzazione del patrimonio immobiliare italiano e con esso tutte le attività e le professioni che attorno agli immobili ruotano. Un coinvolgimento complessivo di artigiani, imprese, banche e professionisti che porterà sicuramente all’aumento di valore del bene immobile e – con esso – ad un successivo rilancio del mercato degli immobili in Italia.

Intervista a cura degli Avv.ti  Michele Zuppardi e Roberto Rizzo

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