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Niente IMU, se l’immobile è occupato da abusivi

Niente IMU, se l’immobile è occupato da abusivi

La Commissione Tributaria Toscana richiama le decisioni di quella lombarda. Ma la Corte di Cassazione si esprime diversamente  

Niente garanzia del diritto di proprietà, niente pagamento dell’IMU. E poiché le forze di polizia dovrebbero attivarsi per tutelare il diritto di proprietà degli immobili occupati abusivamente, l’Ente Civico – qualora ciò non avvenga – non solo è privato del titolo per richiedere il pagamento dell’imposta, ma è anche tenuto a rimborsare le somme versate dal contribuente.

E’ quanto si evince dalla sentenza numero 67 del 19 gennaio della Commissione tributaria regionale Toscana, con la quale i Giudici esercitano un espresso richiamo alle dichiarazioni degli organi di polizia, attraverso cui poter verificare “l’impossibilità di sgomberare l’immobile e quindi, da parte dei proprietari, di entrare in possesso della proprietà”.

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Una verifica della coesistenza di animus e corpus in ordine all’evento lesivo, dunque,  che punta il dito contro l’incapacità statale di proteggere i beni individuali e sancisce che “se gli organi di polizia si astengono dal difendere il diritto di proprietà di colui cui il Comune richiede il pagamento dell’IMU, questi è privo di tutela senza possesso”, con la conseguenza che nulla deve agli organi dello Stato.

Se, come scritto in sentenza, “in mancanza di possibilità di attivare i diritti possessori il diritto di proprietà è svuotato proprio dello ius possidendi”, e se le regole costituzionali inquadrano il proprietario dell’immobile occupato abusivamente come “non effettivamente titolare di alcun indice di capacità economica”, perchè mai la medesima “incapacità economica” dovrebbe dunque essere tassata?

Per i Giudici tributari toscani di appello, insomma, c’è in ballo l’applicazione dell’articolo 53 della nostra Costituzione, ove è sancito che “tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”, e ciò in aperto contrasto con il pur recentissimo principio espresso nell’ordinanza 29868 dello scorso 25 ottobre 2021 resa dalla Corte di Cassazione, ove la questione è stata risolta molto diversamente.

Secondo gli Ermellini, infatti, “per individuare il soggetto passivo dell’imposta conta la titolarità del diritto di proprietà ed è irrilevante un eventuale contenzioso che abbia a oggetto l’occupazione abusiva da parte di chi rivendichi altre pretese”, ed inoltre, con maggior chiarezza e particolare “durezza”, gli stessi affermano che non priva il proprietario del possesso del bene neppure la requisizione”.

Eppure ancor prima, nell’ottobre 2019, con sentenza 4133-2019 la Commissione Tributaria Regionale Lombardia aveva anch’essa ritenuto più che plausibili le argomentazioni oggi espresse dai Giudici tributari toscani, confermando l’impugnazione – peraltro già accolta in primo grado – proposta contro avvisi di accertamento IMU  notificati a una società proprietaria di  immobili occupati da terzi e sconosciuti.

Anche in quell’occasione, già due anni prima rispetto alla pronuncia della Cassazione, la Magistratura tributaria ritenne che – in simili fattispecie – l’atteggiamento dell’Ente Civico “contrasterebbe con il principio costituzionale di capacità contributiva in quanto assoggetterebbe il proprietario al pagamento di una imposta su un bene non disponibile per cause del tutto estranee alla propria volontà e non evitabili con l’ordinaria diligenza”.

Insomma, a quanto sembra, prende sempre più corpo la convinzione che il presupposto fondamentale per l’assoggettamento alla tassazione IMU si identifica con l’effettivo possesso dell’immobile, e in questo – indipendentemente dai principi enunciati dalla Corte di Cassazione – le Commissioni tributarie sembrano in perfetta sintonia, allineate a sostegno delle ragioni dei proprietari.

E allora, indipendentemente dall’auspicabile maggiore approfondimento della misteriosa compatibilità fra “requisizione” e “possesso del bene” esplicitato dai Giudici di legittimità,  a quando un definitivo chiarimento per dare certezze sulla questione?

©Riproduzione riservata

Avv. Michele Zuppardi

Viale Trentino, 79 - 74121 Taranto (TA) 099 735 3000 [email protected] http://www.studiozuppardi.it

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