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Posto auto condominiale a rotazione: ecco cosa devi sapere

Posto auto condominiale a rotazione: ecco cosa devi sapere

Una delle tematiche che maggiormente affligge i cittadini di qualsiasi regione e comune italiano è quella riguardante il posto auto. Ecco un rassegna delle principali sentenze emesse sul tema

Una delle tematiche che maggiormente affligge i cittadini di qualsiasi regione e comune italiano è quella riguardante il posto auto. Uno spazio spesso largamente cercato ma con vani risultati, specie quando si abita in quartieri residenziali affollati. I condomini, tuttavia, godono di posti auto a rotazione, con particolare specifiche per chi è disabile, che possono risolvere una problematica tanto gravosa quanto quella in oggetto.

Andiamo a capire meglio ciò di cui stiamo parlando, analizzando i vari aspetti e le caratteristiche specifiche del posto auto condominiale a rotazione. Partendo dal suo significato, passando poi alla modalità di assegnazione dei posti, i soggetti che ne possono usufruire, e le sentenze della Corte di Cassazione che ne riconosce la valenza.

Cosa vuol dire posto auto a rotazione?

Quella del posto auto condominiale a rotazione è una concessione che viene fatta ai residenti in un condominio specifico, appunto, ma che gode di una durata temporanea. Una sorta di permesso e diritto a scadenza, che ha estensione limitata in un arco di tempo ridotto. Tali posti possono essere assegnati con un criterio ben preciso ed unico: ossia la rotazione. A ciascuno dei condomini, quindi, a turno viene garantito l’accesso ad uno spazio per la propria vettura. Un modo per sbrogliare l’intricata matassa di stampo stradale, per tutelare il veicolo di cui si è in possesso da sosta in box o parcheggi a pedaggio. Nel momento in cui tali permessi diventano indeterminati, per tanto a lunga concessione, essi possono essere revocati tramite apposita delibera impugnabile per legge.

Come si assegnano i posti auto in un condominio?

Abbiamo prima parlato del criterio unico che regola l’assegnazione dei posti auto ai condomini: ossia la rotazione a turno. Essa, tuttavia, viene decisa preventivamente durante le riunioni classiche condominiali in cui tra le altre cose vengono prese anche decisioni in merito a questa vicenda. La definitiva attribuzione del posto auto viene ottenuto tramite il raggiungimento di una unanimità di voto dei residenti che prendono parte all’assemblea. Basta, invece, la sola maggioranza dei voti in caso di un’assegnazione che sia temporanea e non indeterminata.

Chi può parcheggiare nel cortile condominiale?

Veniamo ora ad un altro aspetto importante legato alla tematica del posto auto condominiale: chi può parcheggiare nel cortile? La risposta va da sé, ossia ciascun condomino che ha per il proprio status il diritto di sostare nell’area condominiale adibita a parcheggio. Tale diritto è proporzionale al valore dell’unità immobiliare di cui il condomino dispone. Ciò chiaramente al netto di diverse disposizioni di legge che pendono in capo al dato condominio. Questo diritto, inoltre, è inderogabile ed irrinunciabile, motivo per cui esso è strettamente connesso al suo possessore.

Chi ha diritto al posto auto?

Il concetto di chi ha diritto al posto auto è in un certo senso stato trattato nel paragrafo di cui sopra inerente al cortile condominiale. Ma è bene ribadirlo per essere ancor più chiari: il diritto al posto macchina è esclusivo del condomino che ne ha ottenuto l’accesso. Questi viene assegnato come anticipato tramite voto unanime dei residenti o a maggioranza a seconda della durata provvisoria o definitiva.

In aggiunta a questo, il diritto in questione è irrinunciabile e proporzionato alle unità immobiliari possedute. Il tutto è stato ratificato dalla Corte di Cassazione, che in una recente ordinanza ha disposto proprio il diritto al posto auto per ogni condomino riconoscendolo come di natura “reale”. Ciò sta a significare che tale diritto non è ereditabile ma deriva dalla cosa in sé, e non da passati proprietari o costruttori dell’edificio in questione in cui risiedono i condomini. Il parcheggio privato, invece, è qualcosa di cui si può disporre solo se è specificato nel contratto abitativo che appunto può prevedere la proprietà o uso esclusivo di uno spazio per il veicolo di cui si è in possesso. Qualora in circostanze come questa si dovesse verificare l’occupazione di terzi e chiaramente illecita, si ha la possibilità di sporgere querela a polizia o carabinieri per violazione di un’area privata anche nota come reato di violenza privata (o in alternativa richiedere il posizionamento in loco di un passo carrabile).

Quali sono le sentenze più incisive sul posto auto condominiale a rotazione?

Le sentenze relative ai condomini hanno fatto molte volte discutere. Prima di passare a una sentenza in particolare sul posto auto, basti pensare che il Tribunale riuscì nel 2017 a far ‘sfrattare’ una sala giochi all’interno del condominio, nonostante avesse regolare licenza.

Tra il regolamento del condominio che lo vietava e una licenza, ha vinto il primo a tal punto che, probabilmente, quella stessa società probabilmente abbia dovuto ripiegare nelle slot machine nei casino online.

In ogni caso, però, la Corte di Cassazione ha sempre di recente discusso la tematica del posto auto condominiale ponendo fine a qualsiasi diatriba in merito con una sentenza: la numero 9069 del 21 marzo 2022. Essa prevede che ogni condomino ha pari diritto di accesso al posto comune per il parcheggio della propria vettura. Questo comporta la rotazione e turnazione dell’accesso allo spazio di sosta del veicolo di cui il condomino dispone. Quindi ad ogni residente del dato edificio spetta quale garanzia irrinunciabile la sosta nell’area comune.

Che si tratti di un cortile o altra tipologia di spazio, poco importa. Inoltre sempre la Cassazione ha evidenziato come una semplice assemblea condominiale non può bastare da sola ad assegnare il posto auto esclusivo per uno specifico condomino. Quest’ultima è lecita solo in caso di specifica contrattuale o accordo proveniente da un unanime consenso degli altri residenti dell’edificio. Per tanto la sola cosa che può stabilire l’assemblea è la modalità di sosta del veicolo condominiale ma non il diritto al suo accesso, tantomeno esclusivo. Fissare una univocità dei posti auto è fattibile solo tramite accordo vincolante di tutti i condomini espresso mediante delibera anche riconosciuta come consenso da contratto. In ultimo, la stessa assemblea può decretare l’individuazione all’interno ad esempio di un cortile dei singoli spazi per la sosta dei veicoli fruibile dai partecipanti. Chiosa finale doverosa all’interno di questo contesto va alla legge Tognoli (n.122 del 1989), che di fatto ha garantito in sede di edificazione la previsione di box auto appositi per gli eventuali residenti in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di costruzione. Giusto citarla poiché ad essa spetta il merito di un diritto che oggi è essenziale, specie nei quartieri di maggiore affollamento, per risolvere una problematica che si trascina da anni.

Articolo a cura di FAMACS S.R.L.S.

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