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Professionisti senza albo, è boom: salgono redditi e iscritti, ma il welfare resta indietro

Professionisti senza albo, è boom: salgono redditi e iscritti, ma il welfare resta indietro

La gestione separata Inps cresce del 68% in dieci anni. Sempre più giovani e donne scelgono la libera professione “senza albo”.

È un vero e proprio boom quello fotografato dal primo Rapporto “I professionisti nella gestione separata Inps” di Confcommercio Professioni, che registra una crescita costante del lavoro autonomo “non ordinistico”. Nel decennio 2015-2024, gli iscritti alla gestione separata Inps sono passati da 323.000 a oltre 544.000, con un incremento del 68%.

Una platea sempre più ampia e composita, in cui si distinguono giovani e donne, protagonisti di un ricambio generazionale che non conosce la crisi che colpisce invece molte professioni ordinistiche. “Non c’è fuga dei giovani”, si legge nel rapporto, ma piuttosto un interesse crescente per modelli di lavoro autonomo flessibili e meno vincolati agli Albi.

Il documento di Confcommercio Professioni fotografa con precisione l’universo dei professionisti senza albo: vi rientrano i liberi professionisti non iscritti ad Ordini o Collegi, i collaboratori coordinati e continuativi, i lavoratori autonomi occasionali, i medici specializzandi, gli amministratori di società, i sindaci e revisori contabili, nonché i volontari del servizio civile.

Una categoria in cui rientrano, per alcune attività specifiche, anche figure come gli amministratori di condominio che operano in forma individuale o associata, spesso senza un inquadramento previdenziale tradizionale ma obbligati al versamento dei contributi alla gestione separata Inps. Una realtà che riflette l’evoluzione del mercato professionale legato al mondo immobiliare e condominiale, sempre più orientato verso la consulenza tecnica, la digitalizzazione dei servizi e la gestione sostenibile degli edifici.

Il rapporto distingue due modalità contributive: quella esclusiva, riservata ai titolari di partita Iva non iscritti ad altra Cassa previdenziale, e quella concorrente, per i professionisti che, pur avendo un’iscrizione principale presso un altro ente, sono tenuti a versare anche alla gestione separata per ulteriori attività professionali.

Sul fronte reddituale, il Rapporto evidenzia una tendenza positiva per chi esercita in modo stabile, con incassi medi in aumento rispetto al decennio precedente. Tuttavia, permangono forti criticità sul piano del welfare e della previdenza: l’adeguatezza delle prestazioni, le indennità di malattia e maternità e la sostenibilità dell’assegno pensionistico sono ancora nodi irrisolti.

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A cura della Redazione

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