Appena il mio amico Andrea ci ha comunicato il nome del ristorante presso cui aveva prenotato, ero incredulo.
E sono rimasto convinto di essere destinatario di un (piacevole) scherno fino al momento in cui – alle 20.33 di quel sabato sera, dopo una passeggiata sotto l’Arena di Verona – non ci ha realmente condotti all’ingresso del ristorante “Al condominio“.
Location & design
Sin dalla prima occhiata, il ristorante si fa notare per il forte contrasto che viene a creare nell’affamato cliente. L’interno, infatti, richiama una strada metropolitana, con muri in cemento e una cassetta delle lettere (si, proprio una cassetta di quelle rosse dove, un tempo, si impostavano le missive…).
Poi ci si accomoda sui divanetti in velluto verde o sulle sedie beige che ti avvolgono in un abbraccio di tenera dolcezza, da cui non puoi ammirare – stupitə – i toni rossi e verdi delle tappezzerie che si alternano al cemento, posto dietro la cassa, su cui campeggia il nome del ristorante.
L’imponente lampadario al centro della sala non distrae dalla clientela che – a parte il nostro gruppo di amministratori di condominio – frequenta il locale. Gente comune, che ha voglia di farsi coccolare in un ambiente sereno, elegante, ma con prezzi assolutamente accettabili.
Il servizio
Il personale di servizio è spiritoso e frizzante, ma mai invadente.
Superato il primo momento di sconcerto – insomma, avere 15 amministratori di condominio a cena, in un ristorante con quel nome… – non sono mancate le frecciatine e le battute a tema.
Purtroppo, quella sera una delle cameriere aveva un impegno improrogabile e ha terminato il servizio prima del tempo. È passata a salutare, scusandosi di non poter restare con noi fino alla fine. Grande attenzione al cliente.
I piatti
La scelta del menu è in tema con il locale.
I piatti proposti sono quelli della tradizione italiana, ripensati in chiave attuale e miscelando sapientemente colori e sapori di tutto il Paese.
Ogni piatto ha il nome di un “personaggio” della vita condominiale. Dal “Giardiniere” alla “Vecia di sotto“, passando per “I Morosetti” (attenzione: a Verona sono gli innamorati!) e “La spiona“, tutta l’ironia della vita quotidiana in condominio viene portata a tavola, con grande soddisfazione per il palato.
Non sono capace di utilizzare i termini tecnici che le numerose trasmissioni culinarie hanno esportato nella vita quotidiana, però posso affermare che tutta la cena era ottima.
Le porzioni generose, ma non eccessive, mi hanno fatto lasciare la tavola sazio, ma non appesantito.
La selezione di vini è ampia, ma accurata. Non a caso, presso il ristorante, è presente un Sommelier pronto ad aiutare nella scelta dell’accostamento più adatto.
Due piccole “coccole” vengono proposte all’inizio e al termine del pasto.
Prima ancora degli antipasti, dei caldi e fragranti panini cotti sul momento vengono serviti insieme al burro fatto dal ristorante.
Alla fine, il conto (assolutamente in linea con i prezzi della città, invero) viene addolcito dal “Gianduiotto della felicità”, che reca una massima attribuita ad uno dei tanti abitanti del condominio.
La proposta Digital Detox
Andando in controtendenza, racconto di questa iniziativa solo alla fine della mia recensione, qualificandola come un plus rispetto all’ambiente e alla qualità del cibo, pur apprezzandola molto.
“Al condominio”, infatti, è possibile partecipare ad una simpatica challenge che prevede la consegna degli smartphone di tutti i commensali per la durata della cena.
Niente selfie o Reel durante la cena, ma solo piacevole convivialità e riscoperta dell’amicalità delle relazioni umane. I telefoni, durante la serata, vengono conservati sotto chiave nella “cassetta postale condominiale”, dove ogni spazio è dedicato a uno degli abitanti di questo condominio.
In cambio, il ristorante offre una bottiglia di vino per il pasto, risollevando gli animi di chi – a malincuore – si è staccato forzosamente dal proprio telefono (ma non rimpiangerà la scelta).
Andateci. Io ci tornerò
L’idea è geniale. Giocare sul caleidoscopio umano che vive il Condominio per riscoprire – al di là delle antipatie – la convivialità delle relazioni umane.
Giorgio Gaber cantava che «L’uomo non è fatto per stare solo» e il ristorante «Al Condominio» ce lo ricorda con coraggiosa ironia.
I fondatori parlano di un franchising. Spero che riescano a partire, perché io ho davvero intenzione di partecipare a tutte le inaugurazioni!
Il ristorante «Al condominio» si trova a Verona (VR), in Via Marconi , n. 25a
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