Le associazioni di categoria hanno raggiunto un’intesa sul Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio, destinato a raccogliere in un elenco pubblico i professionisti in possesso dei requisiti di legge. Il progetto punta a rafforzare trasparenza, qualificazione e tutela dei condòmini, contrastando in modo più incisivo il fenomeno degli amministratori abusivi. Il disegno di legge sarà presentato pubblicamente l’11 aprile a Roma.
Dopo il confronto avvenuto nei giorni scorsi, le principali associazioni rappresentative del settore hanno trovato un accordo sul RUNAC, il Registro Unico Nazionale degli Amministratori di Condominio. L’iniziativa si muove lungo una direttrice molto chiara: dare al mercato condominiale uno strumento di riconoscibilità pubblica dei professionisti effettivamente in regola con la normativa vigente, in un comparto che incide direttamente sulla gestione, sulla conservazione e, in molti casi, anche sulla sicurezza del patrimonio edilizio. L’idea è quella di superare l’attuale frammentazione e di offrire a condòmini e proprietari un punto di riferimento consultabile online, capace di rendere immediatamente verificabile la posizione del singolo amministratore.
Il registro, secondo l’impostazione condivisa dalle associazioni promotrici, dovrebbe essere istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e alimentato attraverso il ruolo delle associazioni professionali iscritte ai sensi della legge n. 4 del 2013. In questo assetto, le associazioni sarebbero chiamate a svolgere una funzione di presidio sostanziale, verificando il possesso dei requisiti richiesti dalla disciplina di settore, la regolarità del percorso formativo e il rispetto delle regole deontologiche. Sul piano tecnico-giuridico, la proposta si collega all’esigenza di dare maggiore effettività ai requisiti richiesti per l’esercizio della professione di amministratore di condominio, oggi disciplinati dall’art. 71-bis disp. att. c.c., rafforzando i controlli non soltanto in ingresso ma anche nella permanenza dei presupposti di legittimazione professionale.
Il punto politicamente e operativamente più rilevante è però un altro: il RUNAC nasce come risposta al fenomeno degli amministratori improvvisati o abusivi, che operano senza garantire adeguate competenze, aggiornamento professionale e rispetto delle regole. Per le associazioni, la lotta a queste figure non rappresenta solo una rivendicazione corporativa, ma un tema di legalità e di tutela concreta dei cittadini che vivono negli edifici condominiali. L’obiettivo dichiarato è duplice: valorizzare gli amministratori qualificati e ridurre il contenzioso che spesso nasce da gestioni opache o tecnicamente inadeguate. Il disegno di legge sarà presentato pubblicamente l’11 aprile a Roma, presso l’Hotel Saint Martin, alla presenza della stampa e delle associazioni di categoria: sarà quello il primo banco di prova per capire se la proposta potrà davvero tradursi in una riforma strutturale del settore condominiale.
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