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Riforma condominio e morosità: fatti e miti da sfatare. Ecco la verità

Riforma condominio e morosità: fatti e miti da sfatare. Ecco la verità

Con il nuovo testo i morosi continueranno a pagare per primi

 All’indomani della presentazione alla Sala del Cenacolo della PDL di riforma del condominio, su tutti i quotidiani italiani abbiamo letto una notizia che ha spaventato tutti gli italiani: “Chi è in regola con i pagamenti pagherà per i morosi” o, peggio, “Il fornitore pignorerà direttamente il vostro conto corrente!”

Tutto prende il via da un articolo apparso sul un quotidiano nazionale, il cui titolo lasciava intendere proprio questo. Da qui, la diffusione virale della notizia che è rimbalzata su tutte le testate nazionali e, soprattutto, sui canali social.

Cosa è successo.

La materia delle obbligazioni condominiali non è cosa da titoloni acchiappa click o da bar dello sport. La sua complessità giuridica richiede competenze ben precise per potersi cimentare in analisi serie e, soprattutto, comparate. Ancora peggio hanno fatto i cosiddetti influencer che si scoprono, bontà loro, all’improvviso esperti di questioni così complesse. Purtroppo, la complicità della diffusa mediocrità dell’informazione del Paese e la velocità supersonica dei social, ha fatto il resto.

Come stanno realmente le cose.

Il paradigma dell’ordinamento vigente, dato dalle attuali norme del codice civile e dalla giurisprudenza consolidata di riferimento, stabilisce che il condominio ha l’obbligo di munirsi e utilizzare un proprio conto corrente bancario o postale. Il creditore del condominio, munito di un regolare titolo esecutivo formatosi proprio contro il condominio, ha il diritto di pignorare questo conto corrente condominiale per vedere soddisfatta la propria richiesta di pagamento.

Se il conto corrente risulta incapiente, ecco che è obbligato a chiedere all’amministratore del condominio l’elenco dei morosi – relativi a quel preciso debito – che potrà aggredire patrimonialmente notificando loro un precetto di pagamento proprio sulla scorta dello stesso titolo esecutivo originario

A questo punto, se anche l’escussione dei morosi si rivela infruttuosa, il creditore può aggredire patrimonialmente anche i condomini in regola con i pagamenti, potendo finanche chiedere ad uno solo di loro di saldare l’intero credito vantato verso il condominio.

Quello di sopra è il quadro vigente dal 2013, anno di entrata in vigore della legge n. 220/2012.

Cosa succede con la PDL di riforma?

In base alla proposta di riforma, il creditore, sempre munito di tiolo esecutivo, potrà continuare ad aggredire il conto corrente condominiale. Se questo risulterà incapiente, anche parzialmente, dovrà continuare a chiedere all’amministratore del condominio l’elenco dei morosi da poter aggredire con l’esecuzione del decreto ingiuntivo.

Solo e soltanto qualora i morosi dovessero risultare insolventi, il creditore potrà aggredire i condomini in regola con i pagamenti, esattamente come accade oggi per ragioni connesse alla solidarietà originaria dell’obbligazione che non può essere eradicata dal nostro ordinamento giuridico. Ma, questa volta, con una tutela rispetto al passato: il condominio in regola con i pagamenti potrà rispondere del debito soltanto in ragione della sua quota millesimale e non più per intero. A questo si aggiunge un chiaro diritto di regresso contro i morosi.

Dalla PDL di riforma solo maggiori tutele per i condòmini virtuosi.

Quindi, in conclusione, contrariamente alle notizie allarmanti di questi giorni, questa proposta di legge protegge meglio i condòmini in regola con i pagamenti e non li penalizza affatto rispetto a quella che è la norma attualmente in vigore.

Pacchetto recupero morosità condominiale

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A cura della Redazione

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