In data 9 dicembre la Commissioni Ambiente, nell’ambito dell’esame, in sede referente, delle proposte di legge recanti delega al Governo per l’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia, ha svolto l’audizione dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (ANACI).
L’importanza del fascicolo fabbricato
Nel corso dell’audizione parlamentare, ANACI ha espresso una posizione netta a favore dell’istituzione del fascicolo del fabbricato, considerandolo uno strumento centrale della riforma. Secondo l’Associazione, il fascicolo non dovrebbe limitarsi a raccogliere i titoli edilizi e le autorizzazioni amministrative, ma includere anche i dati relativi agli impianti, alle manutenzioni straordinarie e alle caratteristiche strutturali e prestazionali dell’edificio.
La finalità è chiara: costruire una conoscenza organica e aggiornata dello stato di fatto dell’immobile, utile non solo alla pubblica amministrazione, ma anche ai proprietari e, per gli edifici in condominio, agli amministratori. Da qui la richiesta che il fascicolo sia digitale e consultabile, sulla scorta dell’esperienza positiva del Catasto degli impianti termici.
Agilità resa da un professionista abilitato
Sul fronte dell’agibilità, ANACI propone un cambio di paradigma: non più una certificazione legata esclusivamente all’esecuzione di interventi edilizi, ma una certificazione tecnica resa da un professionista abilitato, soggetta a verifiche periodiche e correlata alla destinazione d’uso dell’edificio e al livello di rischio connesso. Una visione “dinamica” dell’agibilità, che tenga conto anche dei cambi di destinazione d’uso in assenza di opere, quando questi incidono su carichi strutturali e sicurezza.
Le criticità applicative
Particolarmente significativa è la posizione di ANACI sul tema dei quorum deliberativi negli edifici in condominio. In relazione al sistema premiante previsto dalla riforma per incentivare interventi di sicurezza e sostenibilità ambientale negli edifici esistenti, l’Associazione evidenzia le difficoltà concrete nel raggiungimento delle maggioranze ordinarie. Da qui la proposta di introdurre quorum agevolati, sul modello dell’art. 26, comma 2, della legge n. 10/1991, che consente l’approvazione degli interventi energetici con la maggioranza degli intervenuti rappresentanti almeno un terzo del valore dell’edificio.
Non mancano, tuttavia, le cautele sul decoro architettonico, destinato a entrare in tensione con interventi volti alla sicurezza e alla sostenibilità. ANACI riconosce il rischio di contenzioso, ma sottolinea come, in presenza di interessi di rango costituzionale – tutela dell’ambiente, salute e sicurezza – possa rendersi necessaria una disciplina speciale che bilanci i valori in gioco.
Infine, l’Associazione richiama l’attenzione sugli obblighi informativi in caso di vendita o locazione, ribadendo l’importanza di rendere disponibili dati certi sulla prestazione energetica e sullo stato dell’edificio, in linea con quanto già previsto dalla normativa vigente, ma rafforzando il principio di trasparenza a tutela di acquirenti e conduttori.
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