Con il voto definitivo del Senato entra in vigore la legge delega che affida al Governo il compito di realizzare una riforma organica dell’ordinamento della professione forense. Non si tratta ancora delle norme immediatamente applicabili agli avvocati, ma del provvedimento che definisce i principi e i criteri direttivi cui dovranno attenersi i decreti legislativi di attuazione, da adottare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.
L’intervento legislativo punta a ridisegnare in modo complessivo l’organizzazione della professione, aggiornando un impianto normativo che negli anni è stato più volte modificato senza una revisione organica.
Le principali novità
La delega affronta praticamente tutti gli aspetti dell’esercizio della professione.
Tra gli obiettivi dichiarati figurano il rafforzamento dell’autonomia e dell’indipendenza dell’avvocato, la ridefinizione delle attività professionali riservate, il ritorno del giuramento professionale, una disciplina più incisiva del segreto professionale e l’aggiornamento delle regole sulla pubblicità informativa.
Particolare attenzione viene riservata anche alle modalità di esercizio della professione in forma associata e societaria. La riforma detta nuovi criteri per le società tra avvocati, per le reti professionali e per la presenza di soci non professionisti, ribadendo che autonomia, indipendenza e libertà di giudizio del professionista dovranno restare principi inderogabili.
Compensi, formazione ed esame di Stato
La legge delega interviene anche sulla disciplina economica della professione.
Resta ferma la libera pattuizione del compenso, nel rispetto della normativa sull’equo compenso, mentre viene previsto un aggiornamento biennale dei parametri ministeriali utilizzati nelle liquidazioni giudiziali. Sono inoltre disciplinati il rimborso delle spese anticipate e alcuni strumenti destinati a rendere più agevole il recupero dei crediti professionali.
Ampio spazio è dedicato anche alla formazione continua, alle specializzazioni e all’accesso alla professione.
Il tirocinio resterà di diciotto mesi ma sarà ulteriormente strutturato attraverso percorsi formativi obbligatori. Cambierà anche l’esame di abilitazione, che tornerà a prevedere due prove scritte e una prova orale, con un impianto finalizzato a verificare non solo la preparazione teorica, ma anche le capacità operative del futuro avvocato.
Incompatibilità e nuove aperture
Tra i profili più significativi figurano anche le incompatibilità professionali.
La delega conferma l’incompatibilità generale con attività imprenditoriali e con il lavoro subordinato continuativo, ma individua una serie di attività espressamente compatibili, tra le quali figurano l’insegnamento, alcune professioni ordinistiche e, elemento di particolare interesse anche per i lettori di CondominioCaffè, l’attività di amministratore di condominio, espressamente indicata tra quelle compatibili con l’esercizio della professione forense.
Si tratta di una previsione destinata ad attirare l’attenzione sia degli avvocati che già operano nel settore condominiale sia degli amministratori interessati a comprendere il nuovo quadro delle compatibilità professionali.
Adesso inizia la fase più delicata
L’approvazione della legge delega rappresenta un passaggio decisivo, ma non conclude il percorso della riforma.
Nei prossimi sei mesi il Governo dovrà tradurre i principi contenuti nella legge in uno o più decreti legislativi, definendo concretamente le nuove regole destinate a disciplinare la professione forense.
Sarà proprio la fase attuativa a stabilire l’effettiva portata delle innovazioni e il loro impatto sull’organizzazione degli studi legali, sull’accesso alla professione, sull’attività degli Ordini e, più in generale, sul ruolo dell’avvocatura nel sistema della giustizia.
Per chi opera nel diritto, ma anche per chi si occupa quotidianamente di amministrazione condominiale, la riforma merita quindi di essere seguita con particolare attenzione: il via libera parlamentare costituisce infatti il punto di partenza di un processo destinato a incidere profondamente sull’assetto della professione nei prossimi anni.
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