Se il portiere condominiale va in ferie: cosa succede?

Se il portiere condominiale va in ferie: cosa succede?

cosa accade quando il portiere va in ferie?  

l portiere del tuo stabile dichiara di avere diritto a godere delle ferie nel mese di agosto e, senza troppi ‘se’ o ‘ma’, si allontana dal servizio di portierato proprio nel periodo estivo, quando le esigenze di sicurezza e sorveglianza risultano notoriamente maggiori nello stabile. Ma sei sicuro che la legge riconosce questo diritto? E, inoltre, anche se così fosse: cosa accade quando il portiere va in ferie? Dato il particolare tipo di prestazione lavorativa che viene richiesto al portiere del condominio, è bene sapere quali sono i suoi diritti e i suoi doveri in argomento.

La normativa di settore, e precisamente il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) relativo ai portieri, è chiara nello stabilire che ogni portiere ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie ogni anno, specificando che:

  • il portiere ha la facoltà di scegliere quando prendere le proprie ferie per 13 giorni –in pratica la metà dei 26 di cui ha diritto– ad eccezione dei periodi che vanno dall’01 luglio al 31 agosto nonché dal 20 dicembre al 10 gennaio di ogni anno, comunicando la propria scelta per iscritto almeno tre mesi prima dell’inizio del periodo di ferie. Tali restrizioni vengono dettate dal particolare tipo di prestazione lavorativa richiesta al portiere la cui presenza, in quanto custode dello stabile, risulta maggiormente necessaria proprio nel periodo estivo o in quello natalizio, data l’assenza dei condomini che vanno di norma in vacanza e, quindi, l’aumentata necessità di sorveglianza del fabbricato;
  • Va precisato, tuttavia, che fa eccezione la provincia di Milano dove il contratto integrativo deroga al CCNL nazionale, dando al portiere la possibilità di godere di un periodo di ferie di due settimane dal 15 giugno al 15 settembre;
  • invece, la collocazione temporale dei restanti 13 giorni di vacanza –la seconda metà dei 26 giorni di ferie cui ha diritto il portiere– è scelta dal datore di lavoro nel periodo tra l’01 aprile ed il 31 marzo dell’anno successivo.

Quel che rimane certo è che il diritto del portiere alle ferie è irrinunciabile, neppure nell’ipotesi in cui lo stesso venisse pagato proporzionatamente. Tanto ribadisce in modo definitivo la illegittimità di tutti quei casi in cui l’amministratore di condominio e il portiere ‘concordano’ di far rinunciare quest’ultimo alle proprie ferie in cambio del pagamento dei relativi giorni di vacanze non godute.

Cosa accade quando il portiere non effettua la comunicazione relativa ai giorni di ferie che può scegliere?

Nell’ipotesi in cui il portiere non opera alcuna scelta, sarà sempre il datore di lavoratore a decidere, e comunicare al portiere, la precisa collocazione temporale delle sue vacanze, rispettando i vincoli sopra indicati e dividendole in due tranches, salvo diversi accordi.

Cosa succede quando il portiere va in ferie?

Quando il portiere gode delle sue ferie e, quindi, si allontana dal condominio le opzioni sono le seguenti:

  • il portiere viene sostituito con altro dipendente, che sarà assunto con contratto subordinato e a tempo determinato. In questi casi, è prassi far affiancare il portiere dal sostituto per 2-3 giorni al fine di permettere a quest’ultimo di acquisire quel minimo di esperienza delle quotidiane necessità del condominio;
  • se il portiere vive nel condominio con la propria famiglia, è abbastanza diffusa la prassi di far sottoscrivere il contratto di assunzione a tempo determinato ad uno dei suoi familiari, come i figli, la moglie o altri conviventi dell’uomo, dati i vantaggi per i condòmini costituiti, da un lato, dalla già acquisita familiarità di questi con i parenti conviventi col portiere e, dall’altro, dalle già conosciute dinamiche condominiali da parte degli stessi.
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