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Solo il 16% degli edifici italiani ha una certificazione APE in classe A

Solo il 16% degli edifici italiani ha una certificazione APE in classe A

Quasi la metà degli edifici certificati è nelle classi energetiche peggiori: un quadro preoccupante per il patrimonio immobiliare italiano.

Brutte notizie sul fronte delle certificazioni energetiche del patrimonio immobiliare italiano.  A rilevarcelo, in anteprima,  è l’analisi di SAIE Bologna in attesa del 5° Rapporto annuale sulla Certificazione Energetica che sarà presentato il prossimo 10 ottobre. Quasi la metà degli edifici certificati è nelle classi energetiche peggiori.

La situazione attuale: un’Italia divisa in due

Secondo gli ultimi dati del SIAPE, nel 2023 ben il 45% degli edifici certificati appartiene alle classi F e G, ovvero le fasce con le peggiori prestazioni energetiche. Questo significa che quasi la metà degli edifici italiani registrati ha un’efficienza energetica molto bassa, contribuendo a un consumo di energia elevato e a un impatto ambientale significativo.

In contrapposizione, solo il 16% degli edifici è in classe A, la migliore dal punto di vista delle performance energetiche. Un dato che evidenzia quanto il cammino verso l’efficienza energetica sia ancora lungo.

Piccoli segnali di miglioramento

Tuttavia, i dati mostrano anche un leggero miglioramento rispetto all’anno precedente. Le certificazioni APE in classe A sono aumentate di 4 punti percentuali, mentre gli edifici in classe F e G sono diminuiti del 6%. Questo trend positivo potrebbe essere attribuito, in parte, agli interventi di riqualificazione energetica incentivati da misure come il Superbonus.

Nel confronto con il 2019, ultimo anno prima dell’introduzione del Superbonus, l’aumento delle certificazioni in classe A è stato ancora più significativo, registrando un incremento di 7 punti percentuali. Al contempo, le classi F e G hanno visto una riduzione del 9%. È un segnale che dimostra l’importanza degli incentivi per migliorare l’efficienza del patrimonio edilizio.

Le regioni più virtuose e quelle in difficoltà

L’Italia presenta differenze territoriali significative in termini di efficienza energetica. Le regioni del Centro-Sud, come Lazio (65% di edifici in classe F e G), Toscana (62%) e Umbria (61%), registrano le peggiori performance energetiche. Al contrario, le aree del Nord mostrano risultati più incoraggianti: Valle d’Aosta (20% di edifici in classe A), Trento e Lombardia (entrambe al 15%) si distinguono per il numero più alto di edifici efficienti.

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A cura della Redazione

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