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Stop ai furbetti del Superbonus. Cosa prevede il decreto anti-frode. Ecco la bozza

Stop ai furbetti del Superbonus. Cosa prevede il decreto anti-frode. Ecco la bozza

Decreto anti-frodi: stop al Superbonus per 30 giorni se emergono "profili di rischio". Necessario il visto di conformità

Una riunione del Consiglio dei Ministri di soli 42 minuti, per confermare l’impianto normativo del decreto deciso stamattina dalla cabina di regia. (Si veda bozza in allegato)

Via libera al decreto legge contro le frodi sui bonus edilizi.

Misure ad hoc

Se le frodi fanno perdere fiducia nei bonus ne va della loro esistenza in futuro”. Con questo diktat il Premier Draghi durante la cabina di regia, che si è tenuto poche ore fa, ha confermato l’attuazione delle misure che avrebbe chiesto lo stesso premier sui controlli anti-frodi su Superbonus e gli altri sconti sui lavori di ristrutturazione edilizia.

Intervenire velocemente su tutti i bonus edilizi al fine di per porre fine a “storture” e “furbizie” che hanno determinato vertiginoso aumento prezzi materie prime e, talvolta, fatture gonfiate. Per questi motivi, secondo Draghi, ci sono tutti i requisiti di necessità e urgenza per emanare un decreto ad hoc

Vediamo cosa dovrebbe contenere il nuovo decreto.

Stop alla cessione dei crediti per 30 giorni se si profilano “profili rischio”

Nessuna cessione del credito o sconto in fattura per Superbonus e gli altri bonus edilizi se emergono “profili di rischio” che vanno verificati. Una misura che sarà attuata direttamente dall’Agenzia delle Entrate : sospendere “fino a 30 giorni” gli effetti delle comunicazioni di cessione del credito in base a specfiici profili di rischio che saranno individuati per ogni “diversa tipologia dei crediti ceduti”. All’esito positivo delle verifiche, o trascorsi 30 giorni, la cessione del credito diventa efficace.

Visto di conformità a maglie larghe

Si estende inoltre l’obbligo del visto di conformità anche nel caso in cui il superbonus 110% sia utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, sempre per  limitare ed ”evitare comportamenti fraudolenti”.

L’obbligo del visto di conformità, però, non sussiste se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente, attraverso l’utilizzo della dichiarazione precompilata predisposta dall’Agenzia delle entrate, ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale (per tali dichiarazioni, infatti, l’Agenzia delle entrate può già effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione presentata).

Al momento, invece, il visto è richiesto solo nel caso di opzione, in luogo della fruizione diretta del Superbonus 110%, per la cessione del credito o per lo sconto in fattura. Invece, ora con l’entrata in vigore del decreto, l’obbligo per il visto di conformità viene inoltre esteso anche in caso di cessione del credito o sconto in fattura relativi alle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi da quelli che danno diritto al “superbonus al 110%”.

 

Listini prezzi contro caro-lavori

Realizzare dei listini di riferimento, ovvero dei prezziari, per evitare che le fatture lievitino in modo anomalo (e spesso fraudolenti) in virtù degli sconti fiscali. Un misura avanzata già alla dall’Ance, ovvero quella di realizzare un listino prezzi di riferimento delle materie prime per evitare che costi dei materiali indispensabili per i cantieri oggetto dei bonus edilizi e di conseguenza le relative fatture oggetto di agevolazione fiscale aumentino a dismisura e lievitino in modo anomalo.

Controlli preventivi

Inasprire i controlli durante la fase iniziale dei lavori che si aggiungeranno a quelli attualmente in vigore ovvero quelli demandati in prima istanza allo Sportello Unico per l’Edilizia (Sue), chiamato a verificare la mancata presentazione della Cila e quelli dell’Enea che invece si occupa della verifica dei dati. Per ora, le sanzioni prevedono la decadenza del diritto al bonus e multe che possono variare dai 2 mila ai 15 mila euro per chi ha rilasciato dichiarazioni false.

Rischio riciclaggio dei crediti fittizi maturati

L’Agenzia delle Entrate pochi giorni fa ha lanciato l’allarme sul rischio di dichiarazioni false. Infatti, la stessa Agenzia, si è attivata al fine di bloccare sul nascere numerose delle cessioni di crediti caratterizzati da evidenti elementi di frode. Secondo Ruffini, con il sistema attuale si corre il rischio parte di questi soldi potrebbero essere finiti in mano al crimine organizzato. Il direttore dell’Agenzia, stima circa 800 milioni di crediti inesistenti.

Rischio blocchi

Queste misure di controllo sono state mal digerite dai deputati del MoVimento 5 Stelle che in una nota scrivono “Il decreto legge sui controlli alle procedure di cessione del credito legate ai bonus edilizi e al Superbonus, all’esame di Consiglio dei ministri di questo pomeriggio, pone a carico del cessionario una serie di incombenze tali da comportare il rischio che si blocchi l’intero meccanismo. Effettuare dei controlli preventivi per scongiurare eventuali abusi non deve significare vanificare la portata e l’efficacia delle agevolazioni, attuando quello che di fatto diventa un vero e proprio boicottaggio”.

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A cura della Redazione

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