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Superbonus 110%: il grande bluff. Tra veti e verità non dette

Superbonus 110%: il grande bluff. Tra veti e verità non dette

Tutti i nodi vengono al pettine. Le verità nascoste sul Superbonus 110%

Mancano circa 24 ore al prossimo Consiglio dei Ministri. Sarà cruciale perché, molto probabilmente, si esaminerà non solo il nuovo pacchetto di interventi da mettere in campo per la fase post-covid, ma soprattutto, perché si deciderà il destino del Superbonus110% per i prossimo anni.

Ma la polemica sul Superbonus è già scoppiata da qualche giorno. Il “padre” della misura, il deputato Riccardo Fraccaro, replicando alle notizie circolate sul ridimensionamento dei fondi messi a disposizione, ha subito precisato “un eventuale taglio alle risorse destinate nel Recovery Plan al Superbonus 110%, sarebbe inaccettabile. Mi auguro che il Governo rispetti la volontà unanime del Parlamento e finalizzi la proroga di questa misura almeno fino alla fine del 2023”.

Un’eventualità giudicata inaccettabile tanto da minacciare di non votare l’intero Pnrr in arrivo. Fraccaro, si augura che il Governo rispetti la volontà unanime del Parlamento ed invoca un chiarimento dal ministero dell’Economia e ritenendo “un problema pensare di poter votare il Pnrr se non si tiene fede al mandato arrivato forte e chiaro dalle forze parlamentari“.

Ma ad animare ulteriormente ci ha pensato ieri mattina vicepresidente Claudia Alessandrelli, vice presidente della Confprofessioni, che in audizione presso la commissione parlamentare sulla Semplificazione, ha precisato “come diverse imprecisioni e incongruenze hanno rallentato il cosiddetto Superbonus 110%”. Senza alcun controllo e filtro istituzionale, è passata l’idea che si possono fare gratis i lavori di rifacimento della propria abitazione, tanto paga lo Stato.

Un messaggio fuorviante evidenziato da Confprofessioni,  ribadendo la necessità che le operazioni progettuali e di fattibilità vengano affidate “non a chiunque”, bensì unicamente a “professionisti esperti in particolare in ristrutturazioni condominiali, detrazioni fiscali e termica degli edifici”, con specifico riferimento ai membri delle categorie dell’area.

Confprofessioni, in una intervista rilasciata ad Italia Oggi, si rammarica del fatto che “da un progetto utile per rinnovare l’edilizia, rapportandola al contenimento dell’uso delle fonti non rinnovabili, si è arrivati a una Babele di interpretazioni da parte di più Enti, che si incrociano con veti su veti nella successiva declinazione operativa”.

I primi dati pubblicati dall’Enea mostrano come il “Superbonus 110%”, al momento, non sia mai decollato: soltanto poco più di 500 sono i lavori in condominio.

In particolare, vi è un aspetto spesso tenuto “nascosto”: le attività tecnico-professionali legate agli accertamenti preliminari, spesso assai gravosi, rendendo farraginosa e poco trasparente l’intera procedura.

Ma anche imprese, Rete delle professioni tecniche, Amministratori di condominio (Ance, Federcostruzioni, Anaci, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ISI Associazione Ingegneria Sismica Italiana, Consiglio Nazionale dei Geologi, Consiglio Nazionale dei Geometri, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Consiglio Nazionale Periti Industriali, Oice) chiedono, affidandosi ad un comunicato congiunto,  rassicurazioni al Governo sulla proroga alla detrazione fiscale del 110% per gli interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza sismica degli edifici, sulla quale peraltro si è già espresso in modo unanime il Parlamento impegnando il Governo a procedere speditamente con la proroga a tutto il 2023, sgomberando il campo dalle ipotesi circolate negli ultimi giorni di ridimensionamento della misura.

La filiera dell’edilizia chiede che la misura sia prorogata e semplificata al più presto per consentire lo svolgimento degli interventi più complessi, che riguardano in particolar modo i condomini, e che solo nelle ultime settimane stanno cominciando a partire.

Per questo motivo, il Governo Draghi sta pensando a una serie di modifiche del Superbonus 110%. Innanzitutto, prorogarlo fino al 2023, dando un sforbiciata alle burocrazia. Inevitabilmente, ci si dovrà confrontare con i Ministri maggiormente coinvolti nelle principali missioni del Piano. Domani mattina, ci sarà un tavolo a Palazzo Chigi con Daniele Franco, Roberto Cingolani, Vittorio Colao e Enrico Giovannini. L’obiettivo è quello di portare il documento all’attenzione del cdm prima di illustrarlo in Parlamento lunedì e martedì, per consegnarlo poi all’Europa nei tempi stabiliti.

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A cura della Redazione

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