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Superbonus: arrivano i saldi di fine stagione

Superbonus: arrivano i saldi di fine stagione

Il superbonus si è inceppato a metà strada e le 16 modifiche per salvarlo non hanno funzionato, anzi, se possibile l’hanno ingarbugliato ulteriormente

Quando a luglio 2020 il Decreto Rilancio è stato convertito in legge coloro che l’hanno ideato pensavano che nel giro di due anni il patrimonio immobiliare degli italiani, villette unifamiliari in primis, sarebbe stato tutto efficientato energeticamente a costo zero grazie al superbonus 110%.

Invece, a luglio 2022 ENEA ci informa che già il 31 maggio i 33,3 miliardi stanziati per finanziare l’incentivo sono finiti, essendone stati prenotati 33,7 miliardi. Il premier ha fatto chiaramente capire che il superbonus non gli piace e quindi è pressoché impossibile che venga prorogato, perché un’ulteriore proroga vorrebbe dire altri stanziamenti e lo Stato non se lo può permettere, più precisamente noi italiani non ce lo possiamo permettere, visto che siamo naufraghi alla deriva nella tempesta perfetta della stagflazione, termine tecnico che finora si trovava solo sui manuale di economia e del quale invece stiamo imparando il significato sulla nostra pelle, anzi, nelle nostre tasche.

Il comandante generale della Guarda di Finanza ci ha altresì comunicato che la truffa dei bonus edilizi ha raggiunto la cifra ufologica di 5,6 miliardi di euro, superando la quota di 4,4 miliardi che aveva già portato qualche mese fa il Ministro Franco a definirla come la più grande mai compiuta in danno della Repubblica italiana.

La Corte dei Cont, infine, ha bocciato l’intero sistema dei crediti fiscali: “Da tempo, scrive la Corte, è stato evidenziato come le spese fiscali costituiscano un elemento di distorsione del prelievo; configurando in molti casi dei benefici non giustificati per gruppi specifici di soggetti, con effetti distributivi non sempre auspicabili. Allo stesso tempo, hanno comportato una perdita di gettito rilevante, che si quantifica in alcuni punti di Pil”.

In altre parole, il superbonus si è inceppato a metà strada e le 16 modifiche per salvarlo non hanno funzionato, anzi, se possibile l’hanno ingarbugliato ulteriormente. Come se non bastasse, rischia di causare ulteriori buchi nel bilancio dello Stato, che è già un gruviera.

E’ in arrivo la diciassettesima novella e verrà affidata alla legge di conversione del Decreto Aiuti, ennesimo nomen juris che stigmatizza la situazione in cui ci troviamo e che ci porta a confidare in un prossimo futuro in un “Decreto Miracolo” pregando sia risolutivo.

Quale sarà la via di fuga per salvare le imprese edili dal fallimento e i contribuenti da azioni del Fisco per recuperare i bonus concessi e non andati a buon fine? Intanto la priorità pare essere, come al solito, salvare le banche, e solo le banche, proprio da eventuali responsabilità in caso di irregolarità nelle cessioni, con buona pace dei truffati, a tutt’oggi abbandonati al loro destino, se non interverrà un intervento legislativo ad hoc.

Messe in sicurezza le banche, la seconda mossa del Governo sarà probabilmente l’ampliamento della cessione del credito, che potrebbe essere consentita a tutti i soggetti diversi dalle persone fisiche: insomma, basta avere una partita iva e un discreto bilancio per candidarsi a diventare cessionario. Si profila una sorta di cartolarizzazione dei crediti edilizi, un po’ come avviene con i crediti incagliati degli istituti di credito, svenduti ad altre società di recupero crediti nate dalla costola di quegli stessi istituti.

Insomma, oltre ai saldi di fine stagione, avremo i saldi del superbonus: se le banche non hanno più la provvista, non avendo altro modo che smaltire i nuovi crediti, li svenderanno oppure chiederanno alle imprese la sottoscrizione di prodotti finanziari ulteriori rispetto alla mera apertura di un conto corrente come condizione per avere liquidità.

In due anni si rischia così di trasformare una misura che doveva rilanciare l’economia ad una che rafforza la speculazione e per di più con il patrimonio immobiliare sequestrato in cantieri sine die. Sipario.

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Avv. Ester Soramel

Associazione Consumatori Attivi

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