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Superbonus. Imminente la risoluzione dei contratti d’appalto per inadempienza contrattuale

Superbonus. Imminente la risoluzione dei contratti d’appalto per inadempienza contrattuale

L’Associazione C.A.N.D.E. denuncia la grave situazione che sta coinvolgendo privati,  imprese e professionisti.

L’Associazione C.A.N.D.E. in rappresentanza di Imprese e professionisti del settore Edile oltre alla partecipazione e contributo di cittadini privati volontariamente iscritti che, stremati da una circostanza quella relativa alla questione crediti d’imposta e cessione del credito riconducibili ai bonus edilizi come da DL34/2020 convertito nella Legge 77/2020, denunciano l’imminente se già non in corso, risoluzione dei contratti d’appalto per inadempienza contrattuale coinvolgendo privati – imprese – professionisti – istituti di credito – fondi – mediatori – media – Stato e tutto ciò che possa aver avuto a che fare con detta Legge, in un numero spropositato da mettere in enorme difficoltà ogni Palazzo di Giustizia presente sul territorio nazionale per almeno i prossimi 10 anni.

Il terrore incombe non solo per il fatto di vedere gran parte dei contribuenti defraudati delle loro abitazioni rimaste incomplete, delle loro attività volte al fallimento per mancanza di un ritorno di fondi da parte dello Stato tutt’altro garantiti proprio dalla Legge 77/2020 alla quale si è fatto affidamento, ma anche dalla circostanza di veder nascere contenziosi l’uno verso l’altro nella disperazione divenuta ora speranza, di poter recuperare il maltolto ma nei confronti di chi?

Imprese e professionisti in via di fallimento e chissà quanti ancora cadranno, privati cittadini con le proprie abitazioni sventrate e senza vedere la possibilità di rifarne uso, mercato dei crediti d’imposta senza alcun controllo e privi di un regolamento normativo che ne determini una soglia antiusura lasciando il massimo della speculazione in mano agli istituti di credito con extra profitti mai visti.

Quanto esposto, è stato già oggetto dei convegni di CANDE presso le sedi di Roma – Parlamento Europeo, Messina – Università centrale, Gravina in Puglia – Fondazione Benedetto XIII, che hanno evidenziato le criticità economiche e giuridiche dell’attuale e più volte emendato contesto normativo.

Ben consapevoli e rispettosi del diritto di cronaca, la nostra Associazione non può non farsi portavoce di una, ci sia augura, condivisibile necessità.

Il troppo frequente abbinamento tra le imprese edili e i “truffatori del superbonus” è un malcostume della collettività che può e deve essere combattuto, anche sul piano dell’informazione.

Riferire di un contenzioso che vede coinvolti ditta e cittadino, ponendo in grande risalto il diritto del secondo al risarcimento per inadempimento nel compimento dei lavori, senza indulgere anche sulla mancata difesa della ditta che, nel recente caso del foro di Frosinone, è rimasta contumace, può far identificare nelle ditte la figura del contraente disonesto, minando ancora di più la fiducia negli operatori che hanno “subìto” le modifiche legislative in corso d’opera.

Soffermarsi (anche) sul fatto che una parte processuale, come la Ditta Edile citata in giudizio per inadempimento, potesse:

  1. citare in garanzia la sua assicurazione;
  2. sottoporre al Giudice un vizio di incostituzionalità della norma che ha “de facto” bloccato la cessione dei crediti da bonus edilizi, impattando su contratti di appalto in essere;
  3. chiedere al Giudice di rimettere alla Corte di Giustizia Europea l’interpretazione della normativa italiana rispetto alla norma unionale che invece caldeggia la ristrutturazione con il Green Deal Europeo e, da ultimo, con la c.d. Direttiva Casa Green: è ad opinione di CANDE un valore aggiunto che avrebbe dimostrato quella cautela nella funzione pubblica giornalistica che integra il rispetto della presunzione di non colpevolezza che informa la cronaca giudiziaria penale, secondo il Testo Unico del Giornalista in vigore dal 3.2.2016.

Insomma, la nostra Associazione può ritenersi alla pari di un rilevatore di tensioni giudiziarie in procinto di esplodere proprio in prossimità delle scadenze previste di Legge in materia dei bonus edilizi nonché possibilità dello sconto in fattura e della cessione del credito oramai banditi dal Governo.

Oltre che una denuncia, la presente è da intendersi anche come petizione, affinchè si intervenga per contenere l’urto di una massa enorme di cittadini che necessariamente vorranno far ricorso alle sedi giudiziarie chiamando in causa chiunque, ivi compresa la figura dello Stato.

Uno strazio senza precedenti e un costo enorme per le tasche dei cittadini e per le casse dello Stato medesimo.

Denunciamo dunque questo segnale premonitore e confidiamo in un intervento dai principi garantiti ed incondizionati già a partire dalla Corte Costituzionale.

Fonte. Comunicato stampa

©Riproduzione riservata

A cura della Redazione

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2 risposte a “Superbonus. Imminente la risoluzione dei contratti d’appalto per inadempienza contrattuale”

  1. Certo sarebbe interessante conoscere le azioni da intraprendere e su come fare ricorso anche a livello europeo per le gravi violazioni di questo governo che ha difatti tagliato le gambe ai committenti, portando al fallimento migliaia di ditte e di aziende che finalmente stavano per riprendersi, togliendo lo sconto in fattura e sia la cessione del credito hanno portato allo sfacelo tutto il mercato edilizio ma sono riusciti a garantire gli extraprofitti ai loro amici banchieri

  2. Buona sera Piervincenzo. Grazie innanzitutto per il quesito che poni così da poter iniziare a spiegare a chi ancora non conosce bene la ns realtà, le azioni che l’Associazione CANDE ha intenzione di intraprendere. Ti scrivo in sua rappresentanza e come noterai dal nome Class Action, il nostro scopo non è quello di stare più a guardare certi abusi nei confronti di una categoria sempre bistrattata e mai rappresentata degnamente, ma di agire nei confronti di coloro che hanno abusato e tutt’ora continuano a farlo, della nostra vulnerabilità istituzionale. In 20 mesi orsono siamo riusciti a metter in piedi una struttura di imprenditori e tecnici di ogni settore avvocati compresi, in grado di puntualizzare ogni manchevolezza amministrativa e governativa che ha finora piegato imprese, professionisti e committenti al seguito. Le nostre azioni? Inquadrare quelle che noi riteniamo imposizioni illegittime e denunciarle alla magistratura qualunque essa sia. GROSSO errore sarebbe quello di portare in tribunale, come anche espresso nel comunicato di cui sopra il ns Committente, la ns impresa piuttosto che il professionista, in sintesi comprometterci a vicenda su una legge fatta proprio per questi tre attori principali. Tutto partirà dalle banche che saranno citate per inadempienza contrattuale, fino a rimettere al giudice la richiesta di disapplicazione di quella norma che ha generato tutto questo. Verrà chiesta chiarezza sulla manovra fatta riguardo alla classificazione dei crediti d’imposta cha da “non payable” diventano “payable” per poi tornare nel 2024 nuovamente “non payable” sotto la non curanza di Eurostat che anzi sembra avalli certe manovre di bilancio, lettera al Presidente della Repubblica, al Parlamento fino all’UE per chiedere l’apertura di una procedura d’infrazione sulla scorta di elementi che già stiamo cumulando. Una verticale giuridica e sociale pesante ne siamo consapevoli, ma è giunto il momento di mettere uno STOP a queste procedure scelerate che da decenni decidono incondizionatamente sul futuro delle PMI e dei cittadini. In parallelo viaggia un obbiettivo ambizioso che l’Italia ha dinanzi ovvero gli scopi del piano Green Deal pianificato da tutti gli Stati Membri ivi compresi l’Italia al quale non potrà sottrarsi per regolamento e per necessità. Il nostro patrimonio immobiliare è il più vecchio al mondo e sta per cascarci addosso. Bisogna intervenire al più presto per sicurezza ed ecologia. Per fare tutto questo però occorre essere in tanti ed uniti, tutti per lo stesso obiettivo al di là del colore politico e CANDE c’è, grazie proprio alla volontà collaborativa di molti. Un saluto, Roberto Cervellini DG CANDE

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