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Superbonus: quando la truffa è dietro l’angolo. Un breve vademecum per difendersi

Superbonus: quando la truffa è dietro l’angolo. Un breve vademecum per difendersi

La promessa di effettuare lavori edilizi "gratuiti", spesso di tramuta in una vera e propria truffa.

  • Non firmate contratti non compilati in tutte le loro parti, privi dell’indicazione del costo degli interventi.
  • Pretendete di conoscere sin da subito formalmente quali saranno i professionisti e le aziende che interverranno.
  • Diffidate da contratti che prevedono acconti o caparre confirmatorie.

Ormai non si contano più i casi di persone stanno chiedendo aiuto al fine di trovare tutela in relazione a offerte e contratti d’appalto sottoscritti con la promessa di effettuare lavori edilizi “gratuiti” grazie alla promessa applicazione del Superbonus.

Si tratta di contratti fatti firmare da società o consorzi o millantate associazioni di rappresentanza di imprese edili con sede agli antipodi geografici rispetto al luogo ove dovrebbero essere eseguiti i lavori.

Peccato che dopo aver raccolto la firma del malcapitato consumatore al quale viene promesso di rimettere a nuovo la propria casa a costo zero, nessuna attività venga posta in essere. Anzi, nei casi più fortunati vengono malamente eseguiti solo parte dei lavori venendo poi abbandonato il cantiere.

Nella migliore delle ipotesi il consumatore telefonicamente o con visite a casa da parte di improvvisati agenti viene rassicurato sul fatto che i lavori si faranno ed entro i termini previsti dalla norma così da non perdere il beneficio fiscale, adducendo ritardi dati dalla scarsità di materie prime e manodopera comunque risolvibili.

Nei fatti però i lavori non partiranno mai e il consumatore si trova a rischiare di perdere la possibilità di effettuare gli interventi agevolati.

Importante in tali casi è verificare preliminarmente il proprio cassetto fiscale per capire se è stata attivata comunque la cessione del credito d’imposta senza che i lavori siano stati affettuati nonchè raccogliere tutta la docuemntazione contrattuale eventualmente scambiata tra le parti, la corrispondenza (e.mail, messaggi etc) nonchè l’eventuale documentazione tecnica.

Necessario è anche condurre le opportune verifiche presso l’ufficio edilizia privata del comune ove si trova l’immobile al fine di capire se è stata depositata una Cila, necessaria per l’inizio dei lavori eventualmente programmati.

Una volta condotte tutte queste verifiche è dunque importante affidarsi ad un legale il quale, esaminata la pratica dovrà valutare se procedere solo in sede civile o anche penale e tributaria.

L’importante è attivarsi prima possibile onde evitare di perdere la possibilità di rivolgersi ad altro soggetto per effettuare gli interventi godendo del Superbonus.

Alla luce di quella che sarà la strada da percorrere ovviamente la tutela potrà essere più o meno lunga e complessa. Sicuramente le posizioni più gravi e che non possono essere trascurate sono quelle che riguardano coloro che hanno già versato acconti e coloro che dall’indagine sul cassetto fiscale hanno riscontrato l’attivazione della cessione del credito d’imposta.

Il consiglio dunque è quello di rivolgersi a realtà già referenziate e con esperienza, possibilmente del territorio al fine di avere un contatto più diretto, e che si avvalgono di professionisti e aziende che operano nella zona.

Diffidate da contratti che prevedono acconti o caparre confirmatorie da versare quando i lavori non sono stati ancora avviati oppure penali per il recesso.

Non firmate contratti non compilati in tutte le loro parti, privi dell’indicazione del costo degli interventi e di quanto verrà coperto dal Superbonus, che non prevedono una data di fine esecuzione dei lavori e senza penali per il ritardo nlla consegna dell’opera.

Pretendete di conoscere sin da subito formalmente quali saranno i professionisti e le aziende che interverranno e ricordate che tutte le spese per la gestione della pratica richieste dall’amministratore di condominio e dal general contractor non potranno rientrare nel Superbonus.

Attenzione allora:

– a non abboccare a contratti procacciati da venditori porta a porta,

-a leggere le condizioni del contratto

-a non sottoscrivere contratti troppo sbilanciati a favore della società

-a prevedere un termine di conclusione dei lavori

-a prevedere la possibilità di nominare un professionista (ad esempio direttore dei lavori) di fiducia

-a conoscere precisamente il capitolato dei lavori prima di sottoscrivere il contratto di appalto

-a non accettare penali per il recesso e a non accettare di dover pagare caparre o acconti per l’avvio della pratica. Una volta versati questi soldi potrebbero venire definitivamente perduti non venendo dato corso al contratto.

-a verificare la storia della società diffidato da quelle sorte nel 2020 in forza del varo della normativa sul superbonus

©Riproduzione riservata

Avv. Barbara Puschiasis

Responsabile Dipartimento Consumer Protection di CONSUMERISMO No Profit Presidente Associazione Consumatori Attivi

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Una replica a “Superbonus: quando la truffa è dietro l’angolo. Un breve vademecum per difendersi”

  1. Ho letto con molto interesse l’articolo perché sono preoccupatissima da quando alcuni condomini, tanti quanti necessari per l’approvazione, hanno deciso di aderire al superbonus perché è tutto gratis obbligando praticamente tutti i condomini:
    1) al cappotto termico ( togliendo la cortina fare il cappotto e rimettere la cortina)
    2)al fotovoltaico per passare dal riscaldamento autonomo a quello centralizzato,
    3)sostituire gli infissi attuali in legno (anche se nuovi) per quelli in pvc o alluminio con i doppi vetri
    4)sostituire i condizionatori e le caldaie esistenti anche se nuovi
    5)installare le canaline elettriche nelle rimesse condominiali
    e non so che altro.
    Pare che sia già stato accettato il piano di prefattibilità anche se non mi risulta sia già stato presentato da una ditta (scelta da chi?) A tutt’oggi non c’è una indicazione del corrispettivo delle spese e del loro ammontare (che non deve superare i massimali imposti dalla legge) ma c’è la richiesta di adesione e consegna all’amministratore di atto notorio e accettazione dello sconto in fattura. Nessuna risposta quando si chiedono informazioni a qualche condomino (è risaputo che tutti hanno nel tempo restaurato l’appartamento demolendo una parete o aggiungendo un ripostiglio o un bagno è stata fatta anche una sopraelevazione, condonata?) ma è come se tutto fosse un gran segreto, nessuno sa niente nemmeno chi in assemblea ha dato l’ok per procedere con i lavori. Sono preoccupatissima perché non c’è modo di non aderire, ma che cosa si può fare per essere esonerata dall’eventuale coinvolgimento all’iniziativa superbonus o ad irregolarità effettuate da altri che portino in futuro al rifiuto delle agevolazioni e ad eventuali spese che immagino insopportabili per il mio reddito di pensionata? mi sono iscritta spero di leggere notizie in merito a quanto sopra, Cordialità

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