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Telecamere riprendono strada pubblica: arriva la sanzione del Garante

Telecamere riprendono strada pubblica: arriva la sanzione del Garante

Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha recentemente sanzionato un cittadino di Firenze per aver installato un sistema di videosorveglianza che riprendeva aree pubbliche senza una motivazione valida, violando in questo modo la privacy delle persone.

Il 4 luglio 2024, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha emesso una sanzione nei confronti di un residente fiorentino, colpevole di aver installato telecamere di sorveglianza che riprendevano anche spazi pubblici senza una base legittima adeguata. Questo provvedimento, che ha comportato una multa amministrativa, ha messo in luce la violazione delle regole sulla protezione dei dati personali, in particolare per quanto riguarda la ripresa di aree pubbliche senza autorizzazione.

I controlli della Guardia di Finanza

La vicenda ha avuto origine da una segnalazione ricevuta dalla Guardia di Finanza nel 2022, su denuncia della Polizia Municipale di Firenze. L’oggetto della segnalazione era un impianto di videosorveglianza installato dal signor XX presso la sua abitazione, situata nelle vicinanze di Campo di Marte. Le immagini registrate, utilizzate nell’ambito di un procedimento amministrativo per sosta irregolare, mostravano che le telecamere riprendevano non solo l’area privata del proprietario, ma anche la strada pubblica, con il passaggio di pedoni e veicoli.

In seguito a un controllo sul posto, la Polizia Municipale ha confermato che le telecamere coprivano una parte significativa della strada pubblica, un’area estranea alla proprietà del signor XX. Interrogato in merito, il signor XX ha dichiarato di aver installato il sistema per motivi di sicurezza, essendo la sua abitazione al piano terra in una zona considerata a rischio.

Violazione della normativa privacy

Il Garante ha esaminato il caso alla luce delle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR). In base a tale regolamento, il trattamento dei dati personali, compresa la registrazione di immagini tramite videosorveglianza, deve essere giustificato da una base legittima, come il consenso degli interessati o un legittimo interesse, ma sempre in modo proporzionato rispetto al rischio. Nel caso specifico, il Garante ha valutato che la sorveglianza delle aree pubbliche non fosse giustificata da una base legale sufficiente. Sebbene l’interesse alla sicurezza fosse legittimo, il trattamento dei dati eccedeva i limiti previsti dalla normativa, poiché le telecamere riprendevano spazi esterni alla proprietà senza un’adeguata giustificazione e senza evidenze di un rischio concreto che potesse giustificare un’estensione della videosorveglianza.

La sanzione

Di conseguenza, il Garante ha dichiarato illegittimo il trattamento dei dati effettuato dal signor XX, riscontrando la violazione dei principi di liceità, correttezza e trasparenza (articoli 5 e 6 del GDPR). Pertanto, è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria, con l’obbligo per il cittadino di adeguare immediatamente il sistema di videosorveglianza alle normative vigenti, limitando le riprese alle sole aree di sua pertinenza. Inoltre, è stato imposto un termine di 90 giorni per fornire riscontro sulle modifiche apportate.

Videosorveglianza e privacy

Questo provvedimento invita a riflettere sulla corretta gestione degli impianti di videosorveglianza da parte dei privati. Sebbene sia legittimo installare sistemi per motivi di sicurezza, è fondamentale evitare che questi invadano la sfera pubblica o violino la privacy altrui senza una giustificazione valida. L’installazione di telecamere che riprendono strade pubbliche o aree di terzi senza una motivazione concreta, come accaduto nel caso del signor XX, può comportare serie conseguenze legali.

Questo caso rappresenta un avvertimento per tutti coloro che intendono installare sistemi di sorveglianza: è essenziale rispettare le normative sulla protezione dei dati, limitando la registrazione alle sole aree di pertinenza e documentando in modo adeguato la necessità di sorvegliare aree pubbliche, solo quando strettamente necessario per motivi di sicurezza.

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    Avv. Raffaele Marascio

    Avvocato già iscritto all’Albo presso l’Ordine degli Avvocati di Torino. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino con tesi in materia di Big Data e rispetto del Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali (GDPR). Specializzato in diritto della privacy, diritto penale e responsabilità civile.

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