Assopiscine e la proposta di una legge per la sicurezza
Una sfida ambiziosa, che potrebbe rivoluzionare il settore, garantendo al tempo stesso protezione e qualità per tutti gli utenti e un’assunzione di responsabilità più chiara da parte di condomini e strutture ricreative. Questo è l’intento che sta portando avanti Assopiscine, l’associazione che rappresenta oltre 300 imprese del settore piscine in Italia, con un progetto di legge ambizioso e cruciale: rendere obbligatoria la dotazione di dispositivi di sicurezza in tutte le piscine italiane, siano esse pubbliche, private o condominiali.
Il progetto, attualmente in fase di studio presso il Ministero per la protezione civile e per le politiche del mare, mira a introdurre standard di sicurezza avanzati per ridurre i rischi di annegamento e migliorare la tutela degli utenti.
La situazione italiana e il ruolo della prevenzione
Con oltre 8mila chilometri di coste, fiumi, laghi balneabili e migliaia di piscine, l’Italia è uno dei Paesi con il più alto numero di potenziali esposizioni all’annegamento. Tuttavia, solo il 41% degli italiani dichiara di saper nuotare correttamente, rendendo la sicurezza in piscina un tema di grande attualità e rilevanza.
Ferruccio Alessandria, presidente di Assopiscine, ha sottolineato come l’obiettivo dell’associazione sia di garantire la sicurezza per tutti gli utenti, attraverso misure preventive come recinzioni, coperture e sistemi che impediscano l’accesso alle piscine quando queste non sono sorvegliate.
Obblighi e responsabilità in ambito condominiale
Il progetto di legge, oltre a rafforzare la sicurezza nelle piscine, potrebbe avere un impatto diretto anche sull’ambito condominiale, settore in cui Assopiscine vede una forte necessità di regolamentazione.
Le piscine condominiali, presenti in molti supercondomini e grandi complessi residenziali, rappresentano una responsabilità significativa per gli amministratori di condominio. Introdurre una normativa uniforme che regolamenti le diverse tipologie di piscine consentirebbe di garantire una gestione più sicura e responsabile, aumentando il livello di protezione per tutti gli utenti.
La figura dell’assistente bagnanti e l’introduzione di dispositivi di sicurezza
Tra le proposte chiave del progetto, emergono anche questioni riguardo la figura dell’assistente bagnante, che potrebbe garantire la sorveglianza necessaria a prevenire incidenti e annegamenti. Attualmente, le parti interessate (istituzioni ed associazioni coinvolte) hanno esposto al ministero alcune osservazioni, tra le quali l’esigenza di adottare misure di sicurezza e l’eventuale necessità della sorveglianza, in base ai requisiti strutturali e alla classificazione della struttura. L’introduzione di dispositivi di sicurezza, quali recinzioni e coperture automatiche, rappresenterebbe infatti un passo importante per ridurre i rischi in piscine non supervisionate. “Disporre di questi dispositivi può fare la differenza tra la vita e la morte,” sottolinea Alessandria, rimarcando il valore preventivo dell’iniziativa.
Qualità delle acque e sostenibilità ambientale
Oltre alla sicurezza, Assopiscine richiama l’attenzione sull’importanza della qualità delle acque. La proposta di legge comprende anche l’obbligo di verifica costante della qualità delle acque nelle piscine, con l’adozione di tecnologie avanzate per il trattamento chimico-fisico, come previsto dalle Normative UNI. Questo aspetto risponde sia alla tutela della salute pubblica, sia alla sostenibilità ambientale, garantendo un uso responsabile delle risorse idriche.
In sintesi, la sicurezza e la sostenibilità rimangono i riferimenti imprescindibili alla stesura definitiva della norma.
©Riproduzione riservata
Lascia un commento