In molti condomini, sono presenti telecamere che riprendono non solo le zone comuni e le aree intorno all’edificio, ma anche lo spazio destinato al custode, consentendo di monitorarne l’attività. In situazioni del genere, è necessario rispettare norme specifiche per la tutela della privacy del dipendente, pena il rischio di sanzioni gravi per l’amministratore.
Violazione della privacy del custode con la videosorveglianza: quali rischi per l’amministratore?
Secondo l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, l’amministratore di condominio ha l’obbligo di informare l’Ispettorato del Lavoro sull’installazione di un sistema di videosorveglianza che monitori il lavoro del custode. Quest’ultimo, infatti, è un dipendente del condominio e il suo rapporto lavorativo viene gestito dall’amministratore, che funge da rappresentante del complesso condominiale.
Nel caso in cui l’amministratore non adempia a questa obbligazione, sono previste sanzioni in base all’articolo 38 dello Statuto dei Lavoratori. In particolare, chi omette la comunicazione all’Ispettorato del Lavoro rischia una multa che varia tra i 154 e i 1.549 euro, o in alternativa una pena detentiva da 15 giorni a un anno, salvo che l’infrazione non costituisca un reato più grave.
Si tratta quindi di una responsabilità di natura penale. Inoltre, se viene riscontrato un sistema di videosorveglianza installato senza rispettare le normative vigenti, l’Ispettorato del Lavoro è obbligato a disporre la rimozione degli impianti, indicando un termine preciso per la disinstallazione. Se questa operazione viene completata nei tempi previsti, la contravvenzione può essere estinta.
I casi più gravi: l’intervento diretto della Procura
In casi particolarmente gravi, la prescrizione obbligatoria, che permette l’estinzione della contravvenzione, non è applicabile. In tali situazioni, infatti, l’ispettore è tenuto a segnalare immediatamente la violazione al Procuratore della Repubblica. Questo accade in presenza di circostanze come l’installazione di un impianto di videosorveglianza volto a monitorare le attività lavorative e le pause, l’assenza di una giustificazione valida per la sua installazione, l’installazione nascosta, la raccolta di dati sensibili o l’uso illecito delle immagini per scopi discriminatori o che ledano la dignità del lavoratore.
Per evitare di incorrere in sanzioni e ripercussioni, dal carattere anche penale, scarica il manuale con le 10 mosse da seguire per essere conforme alla normativa privacy in condominio!
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